Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO
anno
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1962
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pagina
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201
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Idee sociali del primo Crispi (1839-1849) 201
vedevano che il rassodamento dell'ordine legale e l'arresto della democrazia . il
Dietro le manovre che portarono al ritorno dei Borboni nell'isola, non c'è, in definitiva, che una causa: i moderati teinevau più la vittoria del popolo che quella delle truppe borboniche. 2*
Povero popolo esclama Crispi egli rassegnava le sue forze, ma non capiva chi le rendesse inerti e togliesse loro la vita. Vedeva il medesimo nome che avea segnato gli atti del suo trionfo segnar quelli della sua decadenza; ma non sapeva che dopo il 24 marzo 1848 non erano al potere coloro che avean dato mente e onore a questo nome, indi idolatrato irragionevolmente. La rivoluzione siciliana ebbe i medesimi danni della rivoluzione francese, ove i più scaltri della borghesia ne fecero loro monopolio, per rivolgersi poi contro il popolo medesimo che li aveva alzati e mantenuti a capo de' pubblici affari. Questa classe speculatrice, avvezza a far mercato de' proletari, temeva di ogni loro miglioramento; e nello sviluppo delle libertà pubbliche fece pendere l'occulto stiletto dell'assassino sulla vera stampa democratica che poteva illuminare le menti nuove alla politica: ed assonnando per quattordici mesi il popolo con adularlo e senza reprimerne i vizi, non decretando mai cosa che migliorasse la sorte di lui o gli desse un ordinamento qualunque, finiva la sua carriera, neppure avvedendosene, col rimettere in piedi l'assolutismo, ultimo termine di ogni reazione, la quale, come corpo pesante, non può essere arrestata nel suo pendìo.9)
Crispi si sofferma, poi, a mettere in luce l'azione del Governo, tendente, fra il 15 ed il 20 aprile del 1849, a dissolvere ogni capacità di resistenza alle forze borboniche e soprattutto a neutralizzare ogni iniziativa politica che potesse animare la riscossa popolare:
si vietava intanto al circolo popolare di riunirsi, per timore ohe i discorsi che vi fossero tenuti avessero potuto riaccendere l'entusiasmo del popolo; mentre di notte si mandava a minacciare gli uomini più caldi di patriottismo, e s'invitavano a partire dicendo che la loro presenza veniva a compromettere l'ordine pubblico. )
Il contrasto tra la volontà popolare di resistere al Filangieri e le arti messe in uso dai moderati per evitare i pericoli impliciti in una organizzazione delle forze popolari viene analizzato con particolare rilievo.
Il fondo sociale della tesi crispina non scompare nemmeno, peraltro, quando egli si fa a descrivere la restaurazione borbonica, nono-atante prevalga, in questo pagine, e per ragioni comprensibili, il tono
i) Ibid., p. 9.
2) Ibid., p. 13.
3) Ibid., p. 12, U nome idolatrato irragionevolmente è, con evidenza, quello di Buggero Settimo.
*) Ibid., p. 15.