Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO
anno
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1962
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pagina
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204
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204
Renato Composto
animi dalla bassezza in cui giacciono, e purgare la nostra gente dei vizi e della sventura. E massimo il moto che invade scuote risveglia le menti tutte, né v'ha letterato che non sente il bisogno di levarsi ad una sfera più sublime, e segnar questa età di una novella rigenerazione sociale. ''
È, manifestamente, un programma che nasce da un atteggiamento romantico,2) nel quale non mancano nemmeno U richiamo alle storie (nel nome del Gregorio, dello Scinà. del Palmieri) e l'affermazione che resta a rendersi più universale l'istruzione popolare perchè gli uomini ignoranti sono incapaci di ogni politico giovamento ; dell'atteggiamento romantico, però, Crispi fa suo il filone democratico, che lo induce a condannare i ricchi, coloro che si pensano fondar l'utile dello Stato su la oppressione dei fratelli , 3) e ad esprimere umana simpatia per il povero, il quale difetta di potere materiale, perchè non possiede beni di alcuna guisa, ed è lontano dalle prevaricazioni e dai raggiri dei ricchi .4 ' Ma in lui, imbevuto di studi giuridici, il problema fondamentale della società è quello della sovranità della legge:
Al cospetto della legge ci leviamo senza disparità: si conobbe questa sublime sentenza, e furon rotti i termini ed i nodi che inceppavano e distinguevano uomo da uomo, risurse la donna dalla servitù cui l'avea lanciato la barbarie degli antichi governi, e si drizzarono asili, orfanotrofi, ed ospizi a ricovero degl'indigenti e dei pazzi. Pertanto fu d'uopo in questa benignità di principi, che si assicurasse il progresso della nuova civiltà, e si ponesse un freno all'ambizione e malvagia (sic) dei ricchi e potenti. Sarebbe stata stranezza, che si fondassero superbi edifici per l'umanità trambasciata, e si lasciassero i suoi patrimoni alla sopraffazione degli audaci. 5)
Questo spiccato senso della funzione delle leggi nella società fa sì, anzi, che Crispi attribuisca alla legge un potere creativo: concetto, questo, che ad un certo momento si colora addirittura di toni giacobini. 15 quel che avviene quando, nello scrivere Vintroduzione per la seconda annata de L*Oreleo9 ai fa a parlare di Empedocle, uno dei cinque nomi dell'antichità
*> p. 3 da I voi (1839).
2) Fra i componimenti poetici che Crispi pubblicò su VOreteo figurano persino, come è noto, inni sacri di evidente modello manzoniano; ma nel Cristo, ad esempio, non si va oltre il generico cenno ai popoli afflitti, all'ermi giustizia e, con maggiore audacia, ai diademi, che tremano sul crine ai tiranni .
8) Necrologio di Francesco Cupone, in voi. II, p. 121.
*) Voi. Ili (1842), p. 118. La citazione, come la seguente, è tratta da un capitolo dello studio Degli uffici del pubblico ministero, che Crispi pubblicò come saggio su Uareico. annunciando la pubblicazione del lavoro completo unitamente ad un altro, Sulla proprietà dette terre.
5) Voi. Ili, p. 117.