Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO
anno
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1962
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pagina
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206
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206 Renato Composto
nei quale s'incontrò con uomini come Carlo Poerio, Damiano Assanti eT soprattutto, Mariano d'Ayala, non si può pensare né che l'ingresso nel comitato fosse casuale, né che l'incontro fosse senza influssi sull'animo del giovane siciliano.') Anche Mariano D'Ayala, in particolare, era uomo nel quale si agitavano fermenti sociali e proprio in quegli anni fra il 1842 ed il 1847 egli cercò di far rivivere nella nuova trama settaria motivi della musoliniana associazione dei figliuoli della Giovine Italia.
Non mi attarderò, qui, ad esaminare la formazione del pensiero di Mugolino, al quale in atto va dedicando, e con fortuna, le sue indagini Giuseppe Berti,2) ma giova tener presente la preminenza data dal calabrese alla riforma sociale , riforma che, si noti, non sempre egli concepì in funzione antiborbonica.3) E c'è un passo dello scritto musoliniano Esame di una opinione di Montesquieu (del 1831) sul quale credo opportuno fermare l'attenzione, e perchè vi si esprime un concetto che certamente ebbe diffusione fra i collaboratori di Musolino che più avvertirono l'urgenza di un problema sociale e per certa consonanza con i concetti di Crispi già accennati e, più, con quelli che avremo modo di considerare successivamente:
[Nelle antiche repubbliche] esso dice le virtù sparirono, dunque, per l'interesse dei ricchi ed il bisogno dei poveri e finché la società non equilibrerà i piaceri ed i beni di tutti, qualunque Repubblica non presenterà che pochi anni di pace, ma ben presto ogni cosa andrà a finire colla guerra civile. *)
L'attività di Crispi in seno al comitato fu per qualche tempo inosservata e quando, il 15 marzo del 1844, in seguito al moto cosentino, vennero arrestati Carlo Poerio, i D'Ayala e il Bozzelli, egli rimase indisturbato; ma nel 1846, quando, dinanzi alla nuova ondata insurrezionale, la polizia pensò che non bastassero le repressioni di Messina, di Reggio e di Gerace e giudicò opportuno affrontare la trama cospirativa nella stessa Napoli, essa fermò la sua attenzione, secondo quanto attestò il Fortis, non soltanto sui soliti Poerio e D'Ayala, ma anche su Crispi. Questi, però, avventurosamente avvertito, avrebbe distrutto ogni carta sospetta ed evitato i contatti con gli amici, riuscendo a stornare da sé l'arresto. s) Non ci è consentito, pertanto, allo stato di fatto, per il periodo napo-
*) Qnei contatti, quell'esperienza giovarono, ad esempio, a far sì che Crispi non si chiudesse negli angusti limiti dcU'antinapoIetaniamo che aduggiò tanta parte delle correnti polìtiche isolane.
*) G. BERTI, Benedetto Musolino, in Studi storici, I (I960), pp. 716-54, e Nuove ricerche su Benedetto Musolino, ibid., U (1961), pp. 29-53.
*) Su analoga posizione, si è visto anche Crispi.
*) 6. BERTI, Nuove ricérche, citi, p. 41.
5) Cfe.: L. FORTIS, ap. cit., p. 62.