Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO
anno
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1962
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pagina
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207
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Idee sociali del primo Crispi (1839-1849) 207
tetano, andare oltre l'esteriorità delle notizie accennate; ma ritengo che i- rapporti col D'Ayala e, come si vedrà, la rispondenza fra la tematica sociale del 1839-1842 e quella del 1848 autorizzino senz'altro ad esclu-dere che questi stessi temi fossero dimenticati o trascurati da Crispi per tutto il corso della sua permanenza a Napoli.
Ed ecco, il 12 gennaio del 1848, lo scoppio della Rivoluzione palermitana. Il 14, Crispi è già a Palermo; il 27 appare il primo numero de L'apostolato, con l'allusivo motto nous marchons, e, come venne precisato più tardi, esso aveva il programma di
propagare il culto della patria, diffondere la luce della redenzione, predicare la fratellanza evangelica degli uomini e dei popoli, fondata sulla libertà, sull'uguaglianza, sulla giustizia, assicurare in tal modo il trionfo dell'elemento democratico nelle istituzioni Siciliane.*)
Bell'attività giornalistica di Crispi nel 1848 già si occupò specificamente N. D. Evola, 2) ma, volto ad altri interessi, egli non prestò attenzione a quegli articoli nei quali si esprimevano le idee di Crispi e dei suoi collaboratori sul problema sociale, limitandosi appena a riconoscerne la presenza nel giornale Crispino, con un fugacissimo cenno:
Sollecito degli interessi siciliani, pubblicò vari articoli di contenuto economico-sociale, ma il periodico si occupò, prevalentemente, della situazione politica del Paese e fu tra i pochi autorevoli giornali palermitani che sorressero il movimento rivoluzionario siciliano.s)
*) N. 39, del 4 maggio 1848. Ricorderemo che il giornale si pubblicò in due serie: la prima, di 48 numeri, dal 27 gennaio al 25 maggio 1848; la seconda, di 6 numeri, dal 16 febbraio al 3 marzo 1849. Per la prima serie, a partire dal citato n. 39, Crispi chiamò a collaborare con lui, tre valevoli deputati (L. Vigo, F. Cordova e S. Chiuderai.) e 6. Silvestri. In tale occasione venne, pertanto, precisato il programma e comune dei compilatori.
Sul Cordova è significativo un giudizio del Torrearsa: Alle sue qualità aggiungeva molta ammirazione della grande rivoluzione francese, e quindi nel dire e nei suoi scritti al pubblico si potrebbe ritenere non sempre strettamente corretto (V. FALDELLA, Ri-cordi su la rivoluzione siciliana degli anni 1848 e 1849, Palermo, 1887, p. 511).
2) N. D. EVOLA, Crispi giornalista nel 1848, in Atti del Congresso di studi storici sul 1848 siciliano, Palermo, 1950, pp. 239-45. Prendendo le mosse dalla comunicazione dell'invola, E. Di CARLO ha sottolineato, nell'articolo Crispi giornalista (in Sicilia del Popolo, del 17 giugno 1956), gli atteggiamenti democratici del giovane Crispi, soffermandosi sui giornali da bai pubblicati a Malta, nel 1854: La valigia e La staffetta. Ài giornalismo Crispino ha dedicato pure una breve nota V. TntfrTE: I giornali di V. Crispi dal 1848 al 1860, in Almanacco siciliano, Palermo, 1946, pp. 109-111. Di modesto valore G. Di MARCO, Crispi giornalista. Trapani, 1933, saggio dedicato all'attività giornalistica crispina nel suo complesso, e la pur larga analisi di A. CORBELLI, 7/ giornale di Fran. cesco Crispi nell'esilio di Malta, in Rassegna Nazionale, Roma, nov.die. 1925, Da ricordare, infine: C. RUSTICO, F. Crispi giornalista e uomo di lettere, in Poesie e prose lette-rarie di Francesco Crispi, Napoli, 1918.
3) Op. ciu, p. 239.