Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO
anno
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1962
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pagina
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208
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208 Renato Composto
Indubbiamente la messe non è, da un punto dì vista quantitativo, ricca; ma lo stesso non può dirsi dal punto di vista qualitativo, né l'impegno nel sostenere il movimento rivoluzionario che l'Evola pur riconosceva potrebbe essere valutato appieno ove lo si scindesse dalle vedute sociali alle quali si accompagnava. Cercherò, dunque, di cogliere gli aspetti più significativi di queste, sia negli scritti dello stesso Crispi, sia in qualcuno degli altri scritti, apparsi sul giornale, che mostrino evidenti affinità con il pensiero del direttore e che, comunque, sono segno di una certa circolazione di idee fra direttore e collaboratori.
Merita per primo una certa attenzione il lunghissimo fondo un vero saggio polemico di oltre due facciate Arbitrio e contraddizione, apparso sul numero 4 del 3 febbraio.
Crispi vi osservava che non si poteva negare che il governo borbonico avesse talora preso l'iniziativa di provvedimenti ispirati a sani principi; ma, aggiungeva subito, non basta che le leggi siano buone in linea di principio, se esse divengono poi dannose perchè poste in pratica dall'arbitrio: arbitrio non occasionale egli sosteneva ora, diversamente da quanto aveva affermato ne ISOreteo , non imputabile soltanto a singoli funzionari, ma addirittura allo stesso sovrano, e del quale si soffermava a descrivere le conseguenze attraverso alcune esemplificazioni. Appunto attraverso queste esemplificazioni il pensiero di Crispi ci palesa non soltanto la sua prontezza, ad esempio, a sottolineare il tentativo della borghesia di sostituirsi ai ceti privilegiati tradizionali nel possesso della terra e la propria apertura verso le miserande condizioni dei ceti popolari, ma anche un'evidente connessione che, con la scelta di tali esempi, esso pone fra vedute politiche e vedute sociali:
Chi potrebbe egli scriveva a ragion d'esempio negare che lo scioglimento delle promiscuità nelle terre una volta feudali sarebbe stata cosa vantaggiosissima per l'universale? E pure tanto fece il governo che invece di fare una legge savia ne fé* una che fu da tutti biasimata e che ad altro non servì se non a destare illecite voglie ai comunisti, ovvero a coloro che coll'apparenza di difendere i comuni facevano i loro affari...
Antico e gravosissimo balzello che pesa direttamente nella misera classe, e che è stato ognora esatto appo noi con misure fiscalissime e vessatorie: è il diritto che si esige per la molitura dei grani e delle granaglie... La pratica delle novelle istruzioni ha portato... di vedere gli agenti della percezione lontani dai inoliliì recarvisi a loro bell'agio ogni mattina a sole alto per scarcerare quei poverelli che sono stati chiusi a chiave per l'intera notte entro ai molini insieme alle bestie e privi di qualunque aiuto umano in caso di sopravvenuta necessità.
Così, in definitiva, notava Crispi, le leggi sulle promiscuità ed il catasto fondiario tentato dal governo borbonico, mentre colpivano, nella loro finalità, la classe dei proprietari, non giovavano, in effetti, a sollevare le