Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO
anno <1962>   pagina <210>
immagine non disponibile

210
Renato Composto
appello al popolo equivaleva, sostanzialmente, il fondo Armi! Armila apparso sul numero 33 del 12 aprile. *)
Ma quest'ultimo numero è ben altrimenti rilevante per l'articolo di spalla Ai politici del tempo!, dello stesso Crispi, nel quale le idee sociali hanno esplicito, inequivocabile svolgimento.
Concetto fondamentale vi è che l'interesse sia la molla fondamentale dell'azione umana: la società, che è, per la sua stessa natura, tendenza all'unità, presuppone tale principio. Pertanto, mentre una società che ripartisca equamente i beni, in modo da soddisfare gl'interessi di tutti i suoi componenti, può essere considerata garentita, può, cioè, svolgere armo­nicamente, pacificamente la propria vita; una società, invece, nella quale alcuni componenti eccedano nella soddisfazione dei propri interessi, a danno di quelli degli altri, ha in questo disquilibrio la fonte di lotte di­sgregatrici, lesive del carattere unitario della stessa tendenza associativa. Infatti, nel bisogno, appunto, di rompere una condizione nella quale parte della società aveva acquistato dei privilegi a danno dell'altra e maggior parte, Crispi vede l'origine prima della rivoluzione siciliana, alla quale, dunque, attribuisce, evidentemente, un carattere sociale.2) Da questa interpretazione della rivoluzione, scaturisce un coerente ammonimento agli uomini politici:
Equilibrate sempre gl'interessi. Ciò non facendo, la società diverrà un atten­tato a coloro cui toccherà la disavventura di venirne colpiti; a quella unifica­zione, che contiene il più grande valore politico.
Forzare una data classe di uomini a guardar con sangue freddo chi sta in cima degli agi, mentre essi periscono, è lo stesso che ammettere delle condizioni che ripugnano all'oggetto finale di ogni colleganza: è lo stesso che contrastare a quella lotta medesima di che fu sentito il bisogno per porci in equilibrio; è lo stesso che manomettere quella libertà che abbiamo risguardata come patrimonio inviolabile consagzato a vantaggio di tutti: un forzare infine ogni essere morale, che pensa e che vuole, ad uscire da se stesso, a riluttare dirò colla potente molla di conservazione. Non v'ha uomo che non sia naturalmente, e necessariamente go­vernato dalla medesima legge...
Se nell'idea di conservare gli uni e distruggere gli altri è entrato quello di un falso sistema economico, mercè cui tutto ad un tratto procurando il benes­sere de' primi si tenta di schiudere pei secondi l'abisso delle indigenze con la desolazione di centinaia di famiglie, ed allora quale sarà mai il livello sociale di cui si è andato in cerca?
*) L'appello può essere utilmente confrontato con le accuse degli Ultimi casi, già riferite; comunque, è bene notare ed è distinzione opportuna ohe esso concerne le formazioni regolari e non certamente le aquadre, "E si veda pure quanto si accennerà in proposito pia oltre, nel testo, quando si toccherà dell'azione di Crispi in Parlamento.
2) Anche per questo proposito BOI da richiamare i concetti già riferiti per gli Ul­timi casi.