Rassegna storica del Risorgimento

FARINI DOMENICO
anno <1962>   pagina <217>
immagine non disponibile

IL DIARIO DI DOMENICO FARESTI
1891-1899: un decennio diffìcile per la nuova Italia, decennio che si può chiamare di superamento e di preparazione. Superamento delle diffi­denze verso quelle forze e quegli uomini, che non avevano partecipato attivamente al processo unitario; preparazione delle correnti nuove desti­nate a divenire protagoniste nel secolo XX. Vivaci i contrasti personali e ideologici in questi anni, che, dalle violente e dolorose polemiche su que­stioni morali, passando per le delusioni della sconfitta africana, ci portano al primo esperimento di ostruzionismo parlamentare.
Il 1870, dando Roma come capitale all'Italia, aveva compiuto quello che era stato l'appassionato desiderio di generazioni di Italiani, ma il compimento dell'Unità poneva la nazione di fronte a tanti e diversi pro­blemi, che erano stati trascurati nel meraviglioso sforzo teso a raggiungere la meta agognata. Le popolazioni, governate diversamente l'una dall'altra, le condizioni di vita e di sviluppo economico, che a quei regimi tenevano dietro, la massa che non aveva partecipato attivamente al Risorgimento, tutto questo doveva trovare il suo posto nella nuova Italia, che do­veva, infine, inserirsi nell'Europa, come volevano la sua tradizione di civiltà, la sua forza, la sua posizione geografica. I Governi, però, con cedi­menti o minacce, con azioni di pacificazione o dispiego di forze, apparivano incerti nella loro azione e favorivano lo sbandamento politico. Al di sopra di tutto questo, una crisi di uomini. Andavano a mano a mano spegnendosi i principali artefici del Risorgimento eroico e chi li sostituiva non era al­l'altezza dei suoi predecessori, o non appariva tale a chi rimaneva ancorato al ricordo delle condanne scontate o delle medaglie conquistate e voleva che il Parlamento italiano non si allontanasse dal modello fornito da quello subalpino. Di qui lotte personali acerrime, che influivano pesante­mente sulle decisioni politiche che il governo doveva prendere. Lo sfalda­mento dei partiti, il trasformismo, dovuto in parte a questa crisi, la acuì, in un certo senso, perchè creò nel Parlamento maggioranze e minoranze assai instabili, consorterie legate a questo o a quel nome, sì da rendere difficile la vita a tutti i Governi che si succedettero.
*) Pubblico qui le pagine che non Ho potato premettere a DOMENICO FABINI, Diario di fine secalo, da me edito sotto gli auspici del Senato della Repubblica, Roma, Bardi, 1962.