Rassegna storica del Risorgimento
FARINI DOMENICO
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1962
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Emilia Morelli
Questo specialmente per la politica Interna, ma anche verso Testerò: per quanto il Depretis avesse solidamente legata l'Italia alle potenze centrali con la Triplice alleanza, pure molti furono i momenti nei quali ci trovammo in urto con i nemici e in diffidenza degli amici. La nascente industria italiana, infine, si sentiva imbrigliata dalla rottura economica con la Francia.
Il potere, però, era ancora saldamente in mano alla vecchia classe dirigente. Questo non va dimenticato, quando si vuole ricostruire storicamente un'epoca. Ben vengano gli studi particolari su tutti quei movimenti, che hanno avuto la loro origine proprio in questi anni, ma non si dimentichi che le nuove correnti agivano nel sottofondo e non potevano rappresentare la maggioranza degli Italiani. Sarà stata incomprensione di chi deteneva il potere lo concediamo , ma ricerche nuove, frutto dello sviluppo, che alcuni movimenti assunsero in anni più recenti, non possono condizionare il giudizio storico su chi governò l'Italia alla fine del secolo XIX; e questo non soltanto perchè quegli uomini si erano formati in altro clima, ma, soprattutto, perchè non bisogna mai dimenticare l'autentico rapporto delle forze in campo. È giusto approfondire la ricerca sulle origini di ogni idea e movimento, ma a patto di non pretendere di vedere nella timida e pur suggestiva sorgente, l'ampiezza del fiume alla sua foce. Si eviteranno, cosi, giudizi di incomprensione troppo spesso gratuiti, anche se, lo ripetiamo, lo sbandamento e lo scadimento politico di questi anni è in gran parte dovuto alle difficoltà di conciliare una mentalità e un costume ormai e qualche volta vien fatto di dire, purtroppo superati, con le nuove esigenze, che si avanzano, però, non sempre sicure del cammino da scegliere e ancora condizionate, anch'esse, dalle passate esperienze, dalle antiche lotte, come lo era la classe dirigente.
Perchè non si fraintenda il mio pensiero, comincio col citare, fra le nuove correnti, l'agitazione irredentista, fattore tra i più. positivi della politica italiana, uno di quei movimenti che le permisero, pochi anni dopo, di entrare con piena preparazione di spiriti nella guerra, che doveva completare l'unità e dimostrare all'Europa, con lo sforzo eroicamente sostenuto da tutto il popolo, che l'Italia era fatta ed erano fatti anche gli Italiani.
Gli nomini politici, che si frantumavano nel logorio delle affannose crisi bancarie e delle questioni morali, non davano l'esatta importanza ad un altro movimento, quello socialista, che si andava a mano a mano impostando e che, anch'esso, non va trascurato, nel periodo suo primo, come fattore del raggiungimento dell'unità spirituale del popolo e dell'equilibrio economico del paese. Lo stesso dioasi per quello, che era definito il pericolo clericale e che si credeva teso soltanto alla rivendicazione del potere temporale, attraverso una nociva azione diplomatica, o del pericolo