Rassegna storica del Risorgimento

FARINI DOMENICO
anno <1962>   pagina <222>
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222 Emilia Morelli
poi addirittura schifo vedere molli di coloro che l'invocarono nei momenti torbidi del 1893-94 come salvatore e lo applaudirono ed a Ini si proster­narono, oggi averlo voluto ricompensare cnoprendolo d'infamia . *)
Contro i giornalisti, infine, il Farmi si scaglia contìnuamente, anche se ne riconosce implicitamente il valore, quando ne ritaglia con pazienza gli articoli e li acclude abbondantissimi alle cartelle che va ogni giorno scrivendo. Alla fine della vita lo udremo dire: sfuggii sempre la reclame, schifai sempre i giornalisti, distributori facili di fama, che all'opinione si impongono con tutti i mezzi . Quasi rifiutandosi di riconoscere che il Parlamento non rappresentava più, come egli avrebbe voluto, il paese, arriva a pronunciare parole ancora più gravi, a esprimere un augurio impossibile. Giorno verrà in cui gli Italiani si ribelleranno alle sopraffa­zioni della stampa, non meno moleste, vessatorie, tiranniche di quelle delle antiche polizie. Una gheldria di mascalzoni... ha, in Roma, il mono­polio del giornalismo ed a loro talento fanno, disfanno, dilaniano, mancando ogni freno dell'opinione pubblica .2)
La situazione era caotica, lo riconosceva il Farmi, ma non riusciva, nel mondo che lo circondava, a trovare ima qualche soluzione, perchè si ostinava a guardare al presente, con gli occhi fissi al passato. Oramai nessun ideale, neppure quello della unità e della indipendenza, ha virtù di trascinare gli Italiani, di distaccarli dalla politica degli spiccioli, della personalità, del pettegolezzo. Decadenza bizantina ! . 3) Ed ancora: Periodo di decadimento questo in cui viviamo. Se non se ne esce lo sfacelo si avanza. Forti, odii, forti amori possono fare risorgere un popolo. Lo scet­ticismo lo conficca nelle bare . 4) Solo l'interesse materiale, la borsa, il calmiere, le importazioni e le esportazioni sono diventati il nostro Dio. Da un popolo di boriosi cenciosi qualche cosa si può sperare, tutto vi ha a temere da un popolo di pezzenti che tende la mano per l'elemosina che Io straniero con sprezzo rifiuta ! . S) Questi concetti, buttati qua e là tra le pagine del Diario, si ripetono spesso, ritornello triste dopo colloqui con uomini di ogni partito o alla notizia di avvenimenti non lieti, che, pur­troppo, non erano rari in quegli anni, e culminano nell'annuncio della sconfitta di Adua.
"La spedizione di Crimea fu germe vitale della nuova Italia: non le sia, la spedizione d'Africa, letale ! Per quanto grande il disastro, sarebbe facil-
*) Diario, 27 marzo 1898. 2) Diario, 4 novembre 1898. *) Diario, 14 agosto 1894. 4) Diario, 21 loglio 1895. s> Diario, 14 agosto 1894.