Rassegna storica del Risorgimento
FARINI DOMENICO
anno
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1962
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pagina
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225
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Il Diano di Domenico Farìni 225
Per ritornare alla politica estera, la recrudescenza delle pretese clericali coincide con l'avvicinamento franco-russo. Papa, Francia, Russia. Ecco una nuova Triplice ,l) mentre quella stipulata con Austria e Germania è, per Farmi, necessaria proprio in funzione dell'unità: le potenze conservatrici, infatti, se a noi ostili, sarebbero fatalmente costrette ad appoggiare le rivendicazioni papali. Io non sono tanto innamorato della Triplice se non per questo che le potenze, onde è composta, essendo le più conservative d'Europa, sarebbero le prime ad intralciare il nostro Governo in Roma se non fossimo con esse .8)
Uniti ai conservatori, nel loro accarezzare la Francia, Domenico Farini vede i radicali; a questo connubio, durante il ministero Rudinì, egli assegna gravi responsabilità. Gli sembrano tendenze opposte, che si uniscono al solo scopo di trovare il modo di smantellare l'unità, incomoda a molti. Chi, però, se ne preoccupa ? Né l'amicizia dei radicali per la Francia e l'odio contro la Triplice, né l'amicizia del Papa per la Russia e Francia contro la Triplice, bastano ad aprire agli Italiani gli occhi sui pericoli che ci stanno sul capo . s)
È una vera cecità quella dei conservatori che fanno lega coi clericali. 4) Capro espiatorio, dunque, sempre la Destra, che vede tramare or con i clericali, or con i radicali, incerta sul come difendere le sue posizioni, mentre ti socialisti, i repubblicani sanno quello che fanno: battono la loro via logicamente e trionfalmente. Chi vorrà, chi oserà in avvenire buttare se stesso a traverso del loro cammino, se ne sorge la necessità, per vedersi poi più tardi dato in olocausto ai rancori, agli odii dei debellati ?! Brutti giorni si preparano alla Patria, a cui si recide ogni nerbo, ogni forza di resistenza, ogni attrito contro gli scellerati che si preparano a distruggerla. *)
Farini vedeva un sintomo di disgregazione persino nell'oblio in cui era lasciata la memoria di suo padre. Non ne vogliono sentire parlare neppure i regionalisti, perchè quello del decentramento doveva essere per lui un periodo transitorio, per passare grado a grado all'unificazione, per non turbare d'un tratto tutti gli interessi che dall'unificazione della disparata legislazione sarebbero stati sconvolti e rotti. *) Anche Crispi non si accorgeva dei pericoli politici di un reclutamento territoriale dell'esercito, che avrebbe portato, sempre secondo Farmi, a vedere entro sei mesi la
1) Diario, 4 settembre 1891.
2) Diario, 18 aprile 1894. *) Diario, 28 giugno 1894.
*) Diario, 22 dicembre 1893.
5) Diario, 27 marzo 1898.
6) Diario, 25 aprile 1894.