Rassegna storica del Risorgimento
FARINI DOMENICO
anno
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1962
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pagina
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227
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Il Diario di Domenico Farmi 227
I anima, ed i partiti sovversivi ne avran facile ragione 1J Interrilinnbili sono le relazioni dei colloqui avuti con generali e con uomini politici, che volevano la diminuzione dei quadri, che tendevano a fare dell'esercito il capro espiatorio del disavanzo finanziario, che pareva volessero indicare al popolo, come causa del dissesto economico, l'eccessivo bilancio militare. Come noi abbiamo uno spaventevole disavanzo finanziario, ne abbiamo un altro non meno spaventevole di forza e di rispettabilità militare. Io non ho fisime di megalomania di grandezza per l'Italia. Ma credo che ogni individuo, come ogni collettività, abbia alcune condizioni indispensabili di esistenza. Un forte Stato militare è la condizione d'esistenza dell'Italia.2) In questo terreno Farini sentiva di poter parlare da competente. Per quanto avesse passata quasi tutta la vita nelle aule parlamentari, non dimenticò mai di essere stato ufficiale effettivo: di fronte al crollare di tanti ideali, gli restava sempre la possibilità di finire la vita a cavallo, vicino al Re. Mentre, nelle discussioni strettameute politiche, lo vediamo esprimere il suo parere, ma lo vediamo anche ritrarsi davanti alla decisione finale, che doveva toccare a chi avrebbe assunto la responsabilità dell'azione, nel campo militare si sentiva forte di una competenza, che dava autorità alle sue opinioni. Nel breve periodo, infatti, nel quale sedette al banco di deputato, i suoi discorsi più importanti sono pronunciati sul bilancio della Guerra.3* Egli non riteneva che, ogni anno, secondo le necessità finanziarie, si potessero far mutamenti nella consistenza delle forze armate, come se l'esercito dovesse essere una calzetta che si addat-tasse esclusivamente ai bisogni delle finanze ; *) era contrario a chi si perdeva in sottili differenziazioni tra il piede di pace e quello di guerra, o faceva assegnamento su un'improvvisazione, che egli riteneva nociva ed anche impossibile, tenuto conto delle difficoltà che, per la stessa configurazione geografica, presentava, in Italia, una mobilitazione generale. Questi i temi che il Farmi svolge con parole diverse, in momenti diversi, ma che ricorrono spesso, così come lo vediamo levarsi irato contro chiunque osi proporre al Re riduzioni militari, proprio al Re, che, custode del prestigio del Paese, non doveva neppure accettare di discuterne. Fra i militari, per questo, non amava certamente Cesare Ricotti Magnani. Proprio per sapere il suo pensiero in maniera precisa e per evitare al Re sgra-
>) Diario, 3 marzo 1896.
2> Diario, 25 aprile 1894.
*) Per l'attività parlamentare, vedi GOFFREDO THEVISONNO, D. F. nel Parlamento italiano con lettere e documenti inediti, Roma, Tip. del Senato, 1904-1905. L'opera è stata sospesa al secondo volume e dà i discorsi solamente fino al 1873.
4) Diario, 25 gennaio 1894.