Rassegna storica del Risorgimento
FARINI DOMENICO
anno
<
1962
>
pagina
<
229
>
Il Diano di Domenico Farim
229
quando questo era posto a repentaglio, si calmavano, deponevano gli sdegni, la battaglia. Ora i partiti non vogliono più. una sola e stessa cosa, quindi è vano ricorrere alla loro remissività e condiscendenza tirano a sfasciare tutto e nulla più. *) Sotto il comodo scudo della immunità parlamentare, i deputati sembrano abbandonarsi a liti e ripicchi personali, a opposizioni sterili, a discussioni che si concludono con la nomina di commissioni d'inchiesta. Queste, alla fine, non risolvono nulla e servono solo a rendere nota a tutti la crisi che travaglia le Camere. Lavoro infausto di Depretis, che distrusse e mescolò i partiti. Rotto il vincolo di parte, ai doveri da quello imposti si sostituirono i diritti, i capricci, i bisogni, le ambizioni individuali.2) Ognuno ha perduto la nozione dei propri doveri. Ognuno, a soddisfazione d'interessi ed ambizioni personali picchia sul ministero prò tempore senza riflettere che molti dei colpi passano sopra le teste dei ministri per ferire Pente .3) Anche il Governo, dirà in altra occasione, ha bisogno di operare senza eccessiva pubblicità, perchè... guai se il popolo si accorge che il Governo è un giuocattolo al quale si può impunemente guardare dentro, e dentro cui nulla si trova. *)
Ma parliamo ancora della Camera, dove è necessario tornare ai partiti nettamente separati, senza di che si sostituiscono gli appetiti individuali o locali, ai quali, chiunque governi, si cerca dare soddisfazione colla comoda teoria della evoluzione, che altra volta, senza ipocrisia di linguaggio, si chiamava defezione. 5)
Sono gli stessi principi, che aveva sostenuti, scrivendo a Gaspare Finali il 7 agosto 1873: Io considero ogni distacco o compromesso individuale non utile alla cosa pubblica, dannoso a chi vi si abbandona, corruttore del senso morale delle popolazioni. Il giorno nel quale io reputassi cancellare il mio nome dalla parte cui appartengo, mi ridurrei a vita privata, evitando evoluzioni che io, soldato, giudico diserzioni. 6)
Solo le ali estreme sanno quello che vogliono, abbattere le istituzioni, distruggere lo Statuto. Eliminato il Parlamento al governo personale che vi succederebbe, piomberebbe addosso tale guerra che tutto precipiterebbe* 7) Da questo non dobbiamo concludere che Farini fosse sordo alle nuove esigenze. Abbiamo detto che era uomo di sinistra (della sinistra costituzionale) e si rallegrerebbe, perciò, al vedere elementi radi
li Diario, 27 dicembre 1893.
2) Diario* 21 luglio 1896.
3) Diario, 21 luglio 1895. *) Diario, 25 agosto 1893.
5) Diario, 27 giugno 1896.
6) 6. TKEVISONNO, op. cìt.) voi. II, p. 244.
7) Diario. 21 dicembre 1894.