Rassegna storica del Risorgimento

FARINI DOMENICO
anno <1962>   pagina <232>
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Emilia Morelli
la lettela a Gaspare Finali, amico ed insieme avversario politico : Non volli mandarti congratulazioni pella tua elezione a ministro; che, militando noi in campo opposto, temei sapesse di ipocrisia o di frase volgare la con­traddizione fra i sentimenti dell'amicizia e i giudizi della politica. *' Non si mise mai volontariamente in primo piano, ma non sarebbero comprensibili le confidenti confessioni che gli fecero uomini di tutti i partiti, chiedendo il suo consiglio, se questi non lo avessero considerato di intel­ligenza politica, altezza morale ed equilibrio non comuni. Questo suo Diario è un quadro dipinto da un valente pittore, che ha voluto riprodurre quasi fotograficamente, nella realtà, un paesaggio, permettendosi soltanto qua e là pennellate rivelatrici, per indicare come la sua fantasia avrebbe voluto che fosse.
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Quattro uomini si susseguirono al Governo dal 1891 al 1899: Crispi, Giolitti, Rudinì, Pclloux.
Abbiamo già detto del devoto legame che univa il figlio di Luigi Carlo Farini a colui che aveva chiesto i primi aiuti per la progettata impresa di Sicilia al Dittatore delle Romagne. Proponendolo al Re come presidente del Consiglio alla caduta di Giolitti, Domenico appoggerà la sua candida­tura con queste parole; Crispi non potrà da nessuno essere biasimato, come quegli che si pone la dignità del paese e la sua indipendenza sotto ai piedi, egli che fu accusato di sentire troppo alto e troppo fieramente di codesta dignità... Il Crispi da nessuno potrà essere gridato liberticida; a lui la forza militare e l'ordine saranno bene confidati . 2) Il Farmi riteneva che ciò corrispondesse al desiderio della maggioranza: È mia impressione che i più degli Italiani desiderano, sperano, vogliono Crispi che assicura loro la quiete; temono che Crispi non possa rimanere, abbattuto dalla personale guerra a coltello dei radicali . 3) Questo non gli proibiva, però, di temere l'antica devozione del Siciliano a Mazzini e a Garibaldi, di temere quel radicalismo, insomma, che gli faceva scongiurare Saracco di non abbandonare il ministero: Supponga che Crispi uscisse dal Governo: io lo vedo a braccetto con Cavallotti con conseguenze d'una incalcolabile gravità . *)
Nella fedeltà di Domenico Farmi al Crispi, può influire anche la rico­noscenza per l'uomo che, traendolo dal volontario ritiro, che si era imposto
*) G. TBEVISONNO, op. cit., voi. II, p. 243. 2) Diario, 7 dicembre 1893. s> Diario, 29 dicembre 1894. *) Diario, 15 gennaio 1895.