Rassegna storica del Risorgimento

FARINI DOMENICO
anno <1962>   pagina <235>
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Il Diarto di Domenico Farìnì
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naie .l) Aveva, poi, seguito con ansia fraterna il tentativo del Finali, ma, lo confessa candidamente, la possibilità, il dubbio d'un ministero Pelloux a me non. era mai apparsa, quantunque il Biancheri Io dicesse voluto, preparato in alto luogo quale ministero di reazione . Questa volta l'amico del Re era stato tenuto all'oscuro e il presidente del Senato aveva sbagliato i calcoli, perchè non poteva concepire una soluzione di forza, che gli appariva al di fuori della tradizione: Mi pareva giustificato l'in­dugio ad accettare le dimissioni del ministero Rudini, avvenute senza voto della Camera, dal proposito di allontanare l'imposizione d'un mi­nistero Zanardelli. Il voto sarebbe stato motivato dai vari gruppi dell'op­posizione per modo di lasciare allo Zanardelli le sole forze del suo gruppo od al più dei giolittiani: senza il voto ogni discriniinazione diveniva impossi­bile e lo Zanardelli appariva il capo virtuale di tutta la opposizione, come se fosse d'un solo pezzo, d'un solo pensiero .2) Farmi temeva, dunque, un ministero radicale e si era visto salutare, invece, da Luigi Pelloux.
Libro tutto frontespizio e col resto delle pagine bianche : 3) ecco il giudizio sul ministero di colui che gli appare un uomo infatuato dal colpo di vento che l'ha sollevato e che si pasce dell'illusione di trovare aiuto fra gli uomini cui succedette, o fra gli altri cui tolse il posto .4) Ancora il 25 ago­sto 1898, è disposto ad un'ironica indulgenza: Temo, temo assai che egli, con la sua mente, non solo non abbracci la soluzione delle grandi quistioni politiche, ma che neppure ne sospetti l'esistenza; né sospetti il grave peso, la enorme responsabilità che ne grava gli omeri . Un anno dopo, le ultime pagine del Diario debbono registrare l'avvenimento invano scongiurato per tanti anni* Ecco dunque manomesso lo Statuto come da tanti anni si chiede, si vuole da molti moderati, dal centro. Hanno trovato nel gene­rale Pelloux, nella povera testa d'un soldato savoiardo, che cosi male paga la gratitudine all'Italia per l'adozione, i gradi, gli onori che ne ebbe, l'ese­cutore dell'alta opera, degna di tale che non ha nulla da perdere. Quante volte non si cercò di solleticare me, anni addietro, all'alta impresali. Gli ideali nei quali credeva tanto fortemente, non gli permettono, però, di chiudere del tutto la porta alla speranza di un ravvedimento: Si è la­sciata la via maestra additata, voluta dalla costituzione, per prendere le vie traverse, i viottoli. Anche questi possono condurre alla meta, il che solo può, se non giustificare, fare perdonare la loro scielta. Ma guai se si incappa, se si indirizza lo Stato per un vicolo cieco . s>
U Diario, 26 giugno 1898. 2) Diario, 29 giugno 1898. *) Diario, 11 luglio 1898. *) Diario, 18 luglio 1898. s) Diario, 23 giugno 1899.