Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno <1962>   pagina <237>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
LA STORIOGRAFIA AMERICANA E L'ITALIA
H 25 giugno 1958, nella Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Roma, il prof. H. Stuart Hughes, discepolo e successore alla Harvard University di quel grande storico che è stato il caro e indimenticabile Donald G. McKay, parlando degli studi di storia moderna italiana in Ame­rica, ha sottolineato l'importanza che per il loro progresso ha avuto la fon­dazione della sezione statunitense del nostro Istituto sotto la presidenza di K. R. Greenfield, autore di un'opera giustamente ritenuta fondamentale su economia e liberalismo nel Risorgimento. Prima del 1930, ha affermato l'eminente studioso, l'interesse per la storia italiana era prevalentemente individuale e sentimentale, derivato dall'italofìlia delle classi colte ameri­cane, conseguenza di viaggi turistici e di ricordi poetici. Amore abbastanza ingenuo, secondo lo Hughes, il cui frutto principale è rappresentato dalla nota monografia di William R. Thayer su Cavour, piena di simpatia per la lotta risorgimentale, ma in cui lo spirito critico mancava quasi com­pletamente .
R fascismo provocò in due modi diversi un grande mutamento d'indirizzo, inducendo molti Americani a guardare all'Italia con occhi più critici e, contemporaneamente, facendo prendere contatto con tanti Italiani costretti all'esilio, che poterono, così, diventare i loro maestri . Di qui l'influenza di Salvemini, il grande esempio, l'uomo di coraggio tanto intellettuale quanto morale, una figura quasi leggendaria . Ma, pur ammirandolo ed amandolo, gli studiosi americani non ne accettarono senza critica i precetti. R nostro indirizzo attuale è molto meno polemico del suo, e il suo anticlericalismo ha trovato scarso seguito da noi: siamo rima­sti antifascisti convinti, ma oggi tentiamo di mascherare la foga polemica imparata dal maestro amato e di rifiutare ogni forma di settarismo .
Dopo l'incontro con Salvemini, altra esperienza decisiva fu quella della seconda guerra mondiale, che mise a diretto contatto con il popolo e con i problemi italiani molti storici d'oltre Atlantico, premunendoli contro le spiegazioni troppo facili e avvertendoli che dovevano badare sempre ai problemi e alle sofferenze della povera gente e mai dimenticare l'importanza del Mezzogiorno nella storia italiana . Contemporaneo a questa esperienza l'incontro-scontro con Benedetto Croce. Ma se la preva­lente influenza salveminiana li rese diffidenti, dapprima, di fronte alla