Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno <1962>   pagina <239>
immagine non disponibile

La storiografia americana e VItalia 239
cationi essa mira a dare un quadro delle pubblicazioni e dei lavori progettati dal 1918 ad oggi, e, pur non avendo la pretesa di un'assoluta completezza e tutti sappiamo, per esperienza, che una tale pretesa è assurda può giovare utilmente a indicare l'ampiezza e la varietà di interessi degli studiosi americani rispetto alla storia italiana ed anche ci sia concesso dirlo a mettere in giusto rilievo la copiosa ed efficiente attività dei soci statunitensi del nostro Istituto. La maggior parte degli autori citati appar­tiene, infatti, a quella Society for Italian Historical Studies, che, come si è detto, è figlia della antica American Division dell'Istituto stesso.
La Rassegna ha più volte cercato, prima e dopo la guerra, di dar noti­zia ai propri soci e agli studiosi italiani di quanto si è fatto e si fa all'estero nel campo della storia del Risorgimento, convinta di compiere opera utile alla scienza ed anche alla miglior comprensione tra quanti si occupano di storia. " Autìiatur et altera pars non è soltanto un monito tribunalizio, ma un imperativo morale al quale nessuna coscienza di storico può essere indifferente. Non potrebbe esservi momento migliore per allargare la conoscenza americana dell'Italia scriveva nel 1953 Donald C. McKay, quasi avesse voluto riprendere e accentuare il caldo appello rivolto, il 25 settembre 1952, ai partecipanti al XXXI congresso dell'Istituto di quello nel quale i due Paesi sono intenti a rinserrare in un libero mondo legami di amicizia .
Dieci anni sono trascorsi da quel pomeriggio luminoso in cui l'alta figura dello studioso americano sulla piazza di Yillafranca ci apparve quella dell'araldo d'una reciproca intesa e dell'incitatore ad una sempre più intensa e creativa attività, e il suo invito suona ancora valido alle orecchie degli uomini di buona volontà. Le indicazioni che seguono, radu­nate da uno dei maggiori rappresentanti della storiografia americana, che noi ricordiamo quando, nel lontano 1932, egli trascorreva in Italia il suo anno sabbatico e raccoglieva non solo una preziosa messe di materiale per i suoi studi, ma assicurava alla sua università una veramente invidiabile
1) Ved. K. MOBAWSKI, Gli studi sul Risorgimento in Polonia, a. XX (1934), pp. 1211 1220; G. MISKOLCZY, Recenti pubblicazioni magiare tutta storia del Risorgimento* u. XXII (1935), pp. 816-825; E. KOLTAY KASTNEB, Gli ultimi studi ungheresi sul Risorgimento, a. XXVI (1938), pp. 1607-1612; C. VIDAL, Gli studi sul Risorgimento in Francia, a. XXII (1935), P. II, pp. 383-387, 845-854; a. XXIII (1936), pp. 15-34, 403-422, 989-1024, 1170-1180; a. XXIV (1937), pp. 51-92, 681-736, 1701-1725; a. XXV (1938), pp. 3-50, 1175-1212, 1463-1494; a. XL (1953), pp. 371-405, 512-537; a. XLII (1955), pp. 58-67; H. DE CAMPOS PERIUSTRA LIMA, Bibliografia portoghese del Risorgimento, a. XXVII (1940), pp. 451-462; E. KOLTAY KASTNEH, Le più recenti pubblicazioni ungheresi sul Risorgimento italiano, a. XLVI (1959), pp. 415-416; J. PETEANOV, Gli studi sul Risorgimento in Bulgaria, a XLVI (1959), pp. 413-414; X. MORAWSKI, Gli studi sul Risorgimento in Polonia, a. XLVII (I960), pp. 54-60. Altri articoli su altri paesi sono in preparazione.