Rassegna storica del Risorgimento

OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
anno <1962>   pagina <261>
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EMILE OLLIVIER E IL SUO JOURNAL
Uomo ambizioso attratto dalla potenza e dalla autorità, essendo stato por­tato candidato come deputato nel 1857, da un H ìntrigue de coterie ", mostrò ben presto la sua intenzione di passare dall'opposizione al governo facendo delle allusioni all'unione dell1 Impero con la libertà, e conferendo a Napoleone III il titolo di fi héros légendaire". Con le sue " coquetteries libérale*" strinse rapporti con i personaggi vicini all'Imperatore, e nel 1865, avendo dato al regime un st vote d'espèrance", in compenso fu nominato consigliere giudiziario per l'affare del canale di Suez. Nel 1867 il conte Walewski ed altri uomini politici, avendo compreso che non si poteva continuare a governare con la dittatura, per calmare l'opinione pubblica decisero di accettare i servizi di Ollivier e gli offrirono il ministero della Pubblica Istruzione. Ma Ollivier abilmente rifiutò, e chiese il posto di Rouher che era il maggiore ostacolo ai suoi progetti ambiziosi. Attac­cando " le principal ministre ", egli si servì delle tesi dell'opposizione, sempre pronto, tuttavia, a presentare come originale la dottrina dell'Impero liberale. Questo " ecsarien tempere " in Le 19 janvier, compie renda aux électeurs de la 3* circonscription de la Seine (1869) si attribuì con "étonnante infatuation" il merito di aver dato vita ad una nuova era dell'Impero. Ollivier fu eletto, non nella terza circoscrizione di Parigi, ma nel Yar con gli aiuti governativi, e potè presentare nel luglio 1869 l'interpellanza detta dei 116. Ormai egli era l'uomo grato al padrone del potere ed ottenne l'incarico di formare il gabinetto del 2 gennaio 1870 che a suo dire doveva " sauver l'Empire ". Quali furono gli atti del nuovo capo? Egli prese la via della repressione con un'aria di grottesca arro­ganza allontanandosi dal programma liberale dei 116. Non contento di ciò, que­sto uomo nefasto, allegando un preteso insulto fatto all'ambasciatore francese presso la corte di Prussia, senza voler nulla sentire, osò pronunciare le famose parole che egli accettava le responsabilità " le coeur legère ". Quattro giorni dopo veniva inviata la dichiarazione di guerra che, grazie a lui e al suo padrone, doveva scatenare sulla Francia gli orrori dell'invasione e costarci due province . Questo è il riassunto della stroncatura apparsa nel 1874, nell'undicesimo volume del Larousse, contro Emile Ollivier, additato dai bonapartisti e dagli antibona­partisti, dai repubblicani e dai liberali come l'uomo della défaite.
A queste accuse, lanciate in modo palesemente polemico e formulate sotto l'impressione dei drammatici avvenimenti del 1870-71, Emile Ollivier rispose con i diciassette volumi dell'empire Uberai che non si riferiscono agli ultimi anni del regime, ma offrono un quadro del secondo Impero, dalla elezione alla presi­denza del principe Luigi Napoleone fino alla proclamazione della III Repubblica. Il primo volume, in particolare, è dedicato al principio delle nazionalità prima del 1848, proprio per sottolineare che l'atteggiamento assunto dall'Imperatore in politica estera coincideva con la tradizione liberale e con le regole della diplo­mazia francese*
Ebbe davanti Ollivier un'altra opera allorché intraprese la stesura del suo Empire liberal? Egli tenne presente i Mémoires pour servir à Phistoire de man temps di Guizot, che vanno dalla Restaurazione alla fine della Monarchia di Luglio. Storico di professione, Guizot era ricorso a tutta una documentazione
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