Rassegna storica del Risorgimento

OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
anno <1962>   pagina <262>
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Stilvù Mastellone
di prima mano che egli come uomo politico aveva potato avere durante quegli anni. Se, infatti, esaminiamo le carte G-uizot, versate agli Archivi Nazionali dagli eredi, troviamo perfino alcuni volumi di documenti provenienti diretta­mente dal Quai d'Orsay. L'Ollivier, a parte il fatto che non era storico di profes­sione, non possedeva, essendo stato per un ventennio all'opposizione, l'ampia documentazione del ministro di Luigi Filippo. Inoltre Guizot aveva dovuto unicamente illustrare la sua politica; Ollivier non solo doveva insistere sulla politica estera dell'Impero, poiché essa era le préambule obligé d'une histoire séricuse de la guerre de 1870 [Emp. lib., voL I, p. 4), ma, per rispondere alle accuse, doveva giustificare il passaggio dall'opposizione al potere, e quindi spie* gare sulla base di ricordi personali i motivi della adesione al regime napoleonico. Ed infatti nell'empire liberal, dal sottotitolo études, récits et souvenirs, si fa so­vente allusione ad un Journal intime. Questo Journal non doveva essere stato distrutto poiché su di esso la moglie di Umile scrisse un volume sulla giovinezza del marito (Paris, 1919), e poiché brani per il periodo 1857-62 furono pubblicati nella Revue des Deux Mondes (1925). Nel 1950 Pierre Saint-Marc pubblicò una biografia di Emile Ollivier (1825-1913) nella quale asseriva che i dialoghi riferiti non erano stati inventati, ma tratti dal Journal: Emile Ollivier avait pour règie de noter chaque soir avec une exactitude scrupuleuse les conversations importantes qu'il avait eues le jour mème. Ces récits offrent aitisi une garantie de sincèrité et de veracité .
Desiderando delle annotazioni di prima- mano sulla guerra combattuta nel 1859 dai Franco-piemontesi contro gli Austriaci, mi rivolsi alla signora Gene-viève Troisier, figlia di Emile, la quale cortesemente mise a mia disposizione l'annata 1859 del Journal, e mi fu facile stabilire un confronto tra questo testo e VEmpire liberal. Potei così dedurre da un esame strettamente filologico che Ollivier scrivendo a quasi quaranta anni di distanza il quarto volume della sua storia dell'Impero aveva modificato in parte i suoi giudizi, ed aveva attenuato le severe critiche all'operato dell'Imperatore. La guerra del 1859 era divenuta una guerra àia fois légitime et fbrcee, généreuse et fa vorable aux intéréts fran­chia. Elle ne constituait pas un acte despotique du pouvoir personnel; elle avait été dans le voeu de tous les penseurs de la France libérale depuis le commence-ment du siede . Nel suo Journal, al contrario, Ollivier aveva annotato il 12 gennaio 1859: Le vrai but de la guerre, c'est d'occuper une axmée oisive, de distraire la France de sa liberto perdue, de se donner le droit d'excuser la con-tinuations des lourdes charges de nostre budget et de se créer la possibilità de Ics aggraver encore sans craindre l'opinion publique . E il 31 gennaio egli aveva aggiunto: On ne fait pas una guerre nationale mais dynastique. Vbici deux ans quo le pays est tranquille, il pourrait se réveiller en sursaut, chercher la liberto et, ne la trouvant pas, se fàcher. Contre cette éventualité on nous prépare une guerre . Auspicai, quindi, la pubblicazione integrale di tutto il manoscritto perchè il testo del Journal, più immediato e più spontaneo, ci avrebbe permesso di esaminare da vicino la figura politica di Ollivier, di precisare le ragioni che lo trassero a credere nella possibilità di avviare l'Impero verso un sistema liberale, di intendere i motivi che lo indussero a mutare il giudizio su Luigi Napoleone. "
*) S. MASTELLONE, Emile Ollivier et la guerre de 1859, in Renne d'histoire diploma-tique, 1959, n. 3.