Rassegna storica del Risorgimento
OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
anno
<
1962
>
pagina
<
263
>
Emile. OUivier e il suo Journal 263
i I mio voto è stato esaudito: il Journal è stato recentemente edito a Parigi in due volumi da Julliard, a cura della nipote di Emile Oliivier, Arme Troisier de Diaz, con la collaborazione tecnica di Theodore Zeldin.
* *
La lettura integrali: di questi due volumi di ricordi conferma quanto di Emile OUivier ebbe a scrivere Corrado BarbagaUo nella prefazione alla traduzione italiana del Michelangelo (Milano 1927): Per il professionale della storia, Emile OUivier è il repubblicano del 1848, è il deputato filobonapartista del 1860, è il ministro " dal cuor leggero " del 1870... Questa concorde e universale figurazione dell'uomo poggia sull'errore comune di non vedere, di non conoscere che le manifestazioni accidentali all'attività esteriore di lui; non quello che egli era, ma quello che apparve; non la sua reale personalità, ma la maschera che i casi della vita ne foggiarono per gli occhi degli spettatori della grande platea... La sua tragedia interiore quella che ninno conobbe fu di essere stato fino dagli anni più giovani, contro sua voglia... un condannato della ruota della politicai... Questo OUivier vero non fu il combattente quotidiano, non il lottatore nato per la politica, non l'avvocato di razza, ma semplicemente un malinconico, un meditativo, fortemente incline aprecipitare nel misticismo, un sognatore, uno scrutatore, sottile e tormentoso, della propria anima, un contemplatore assiduo della natura, un finissimo intenditore delle sue bellezze. Il suo Giornale intimo non è, infatti, uno dei tanti diari che scrivono gli uomini politici con appunti rivolti all'esterno, ma " una meditazione quotidiana con se stesso che talvolta si colora di venature religiose 7 .1)
Dal punto di vista storico c'è qualcosa in più nel Journal in quanto è possibile conoscere quali fossero le primitive posizioni di Emile OUivier, e quali le successive aspirazioni. NeUa prima annotazione, che è deU'll luglio 1846, egli scriveva: Dieu vernile que mon rdle généreux puisse étre de secourir le malheur, de défendre et de protéger tous les droits méconnus ! (I, 1).
Questi sentimenti gli erano stati instillati dal padre Demosthène, repubblicano di buona lega, amico di Mazzini,s) ma il maestro morale era Pierre Leroux che egU intendeva studiare tout cntier sans désemparer (I, 8). A lui scriveva il 15 ottobre dello stesso anno: Trop grand nombre de coeurs saignent de leurs misères, on de celles de leurs frères... L'homme du pcuple est arri ve à un comma* nisme vague (I, 12). E dieci anni dopo rileggendo lo scritto del Leroux De PHumanité, solution pacifigue du problèma du prolélarial (1848), ribadiva: Je respire et je retrouve la foi, Penthousiasme et la fraìcheur de mes jeunes années (X, 277). Secondo Oli ivi er, il n'y a qn'une seule question, celle du Pauperismo Les réformateurs n'ont qu'un but à poursuivre, le soulagemcnt des misères qui torturent, steriliscivi la portion majeure de la nation . L'ideale dei governi era la democrazia che imi dans ce monde n'a cncore tenté de réaliser (I, 10). A tal fine era necessaria une revolution dans le mécanisme social ,
) Questa prefazione 6 stata poi raccolta dal Burbagullo nel volume Attraverso i secoli, Milano, 1939, pp. 137-139.
2) Un capitolo a Demosthène Olii vici- è dedicato nel mio lavoro su Mazzini e la Giovine Italia (1831-1834), Pisa, 1960, voi. T, cap. YL