Rassegna storica del Risorgimento

OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
anno <1962>   pagina <265>
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Emite Ollivier e il suo Journal
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lotta coatro l'assolutismo napoleonico l'accento finirà necessariamente per cadere sul termine libertà. Libertà per la Francia, ma anche per gli altri paesi, special­mente per l'Italia. Egli fu l'avvocato difensore di Giuseppe Andrea Pieri, il complice di Orsini, ed assistette all'esecuzione dell'uno e dell'altro; Orsini est mort en martyr chrétien, sans parolcs, sans malédictions, sans furfanterie; il a été, jusqu'à la fin, doux envers tous ceux qui Pentouraient. Pendant l'cxécution de Pieri, il s'est fait levar son voile et il a regardé impassiblement. Alors il a crié: Vive Pltalie! Vive la Franco ! Vive la République ! Pieri est mort en chantant et très agite. Jc ne puis me dégager de la pensée d'Orsini; elle me suit partout. Dieu ni'accordo de faire quelquc chose pour l'Italie! (I, 322).
L'anno dopo era Napoleone a far qualcosa per l'Italia dichiarando la guerra all'Austria. Ollivier non si mostrò entusiasta, non perdonando alla classe diri gente piemontese, e specialmente a Cavour, di chiedere la libertà a Napoleone: Le gouvernement de la loi de Sarete, de I'cxil, de Caycnne et de Lambessa ne peut se soucier de la liberto (I, 370). Egli seguì gli avvenimenti con occhi freddi: anzi si sentiva détacue" de l'Italie ; la ragione era essenzialmente morale: Je ne puis estimer une nation qui séparé l'indépendance de la liberto et qui, au lieu de susciter en elle les énergies natxonales, a recours à l'étranger, méme quand cet étranger est un despote... (I. 376). Come entusiasmarsi per Cavour se questi s'est jeté à corps perda dans les bras d'un despote? (I, 390). Certo dovette essere ben strana la posizione di molti patri otti italiani, la sincera fede liberale dei quali non poteva essere messa in dubbio: Montanelli va a vedere l'Imperatore, e poi va a cena con i membri dell'opposizione. La verità è che la mossa di Napoleone ebbe sul piano interno dei profondi riflessi poiché cominciò lo sfaldamento di un settore dell'opposizione. Ferry è enchanté per il discorso dell'Imperatore, Madame d'Agoult diventa admiratrice de Napoléon duqucl elle espère des libertés après la guerre (I, 389). Ollivier era incerto sull'atteggiamento da prendere: egli vedeva nella causa dell'Italia cette seconde patrie de mon coeur la causa di tutti coloro che amavano la j ustice et l'humanité . Ma era possibile credere nelle buone intenzioni dell'Imperatore? Le gouvernement qui a occupé la Grece, dont le droit à la nationalité est aussi sacre que celui de l'Italie, n'a pas grand respect des nationalitcs (1,370). D'altro canto, tonte guerre qui aura pour but d'abais-scr l'Autriche et de soulager l'Italie doit ètre approuvée (1,369). Egli si astenne al momento del voto sui crediti militari per non commettere une désertion à la cause italienne , ma andava ripetendo che la Francia non aveva il diritto di scacciare l'Austria dall'alta Italia: Que Ics Lombards se lèvent et établis-sent un gouvernement, et alors le droit co in incacerà (I, 373). I Milanesi si levarono por applaudire i Francesi che entravano a Milano: bisognava maledirli? EgK riteneva che un moto rivoluzionario popolare non potesse avere radici pro­fonde. Il 14 ottobre 1859 a Napoli egli faceva queste osservazioni: L'Italien est un a ubergiste, un faquin, un vettorino ou un. raeudiant. Le moindre trouble arréte son industrie. La revolution ne peut dono étre faite que par les classes noblcs ou par la bourgeoisie qui se livre aux professions libéralcs, et elle n'a guère de chance d'otre popolai re, ni de rénssir, si elle doit durar trop longtemps . Tutto ciò era vero, ma cosa dire della spedizione di Garibaldi, la cui impresa entusiasmava la Francia? Ollivier si mostrava riservato, a volte non celava il suo malumore, e distingueva tra le combat des libertés e celui des natio-nalités . Era questa distinzione valida in Italia dove Napoleone veniva identi-