Rassegna storica del Risorgimento
OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
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1962
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Salvo MastelUme
ficato con la Francia? I patrioti italiani scrivevano ad Ollivier per dirgli quanto essi fossero riconoscenti alla Francia qui jusqu'ici nous a aidés par l'élan gé-iiéreux de son armée et qui dorénavant nous aidera par la puissante influence de son opinion publiqne . In una lettera conservata dalla famiglia Ollivier, Ludovico Pasini, il 22 settembre 1859, gli aveva scritto: Vous rentrez en France, Monsieur, et avec l'autorité qui vons a acquisc votre probité et votre patrio-tisme, vous direz à la France que nous sommes bien décidés à faire, meme dans Pavenir, tout ce que le bien de l'Italie nous imposero; vons direz à la France que nous sommes bien résolus d'attcndrc les armes au bras que la diplomatie nous permette d'ètre ce que Phouneur, la dignité, la sùreté, le bien-étre de l'Italie veulent que nous soyons, à savoir une forte et libre . Bisognava respingere i sentimenti di riconoscenza verso la Francia dei liberali italiani perchè tali sentimenti erano nutriti anche verso Napoleone IH? Il 17 giugno 1860 Ollivier confessava a se stesso: Le spectacle de Popposition [des légitimistes et des orléa-nistes] haineuse, systématique, étroite me dégoùte... Si PEmpereur entre dans la voie libérale je romprai nettement avec eux. Je veux avant tout, avec n'im-porte qui, la liberté sans épithète, ni sobre, ni vraie, la liberté! La république en découlera tòt ou tard corame effet nécessaire . Il 24 novembre 1860 Napoleone Ili con decreto imperiale decideva: Le Sénat et le Corps législatif vote-ront tous les ans, à l'ouverture de la session, une adresse en réponse à notre dis-cours . Con questo gesto liberale termina la prima fase dell'attività politica di Emile Ollivier!
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H secondo volume del Journal, che va dal 1861 al 1869, è la storia del ravvicinamento di Ollivier a Napoleone III. H processo ebbe inizio quasi subito dopo la guerra del 1859 e la unificazione dell'Italia. L'orgoglio nazionale di Ollivier, flotte dalla ripresa del prestigio francese in Europa, lo spinse ad accettare, almeno in parte, l'opera del regime. Nel 1846 egli aveva salutato la Francia come maitresse des peuples , il 13 marzo 1861 egli aggiungeva: Si Pintégrité de la patrie était menacée, je soutiendrais le gouvernement . Vero è che gli avvenimenti italiani, nonostante tutte le limitazioni sulla mancata rivoluzione interna, non potevano lasciarlo insensibile: la guerra d'Italia usciva du testament d'Orsini ; Napoleone aveva materialmente e moralmente appoggiato l'unificazione della penisola. A tal proposito il principe Napoleone gli racconterà più tardi: Cial-dini "m'a di t qu'à Chambéry il avait tout raconté à PEmpereur, que celui-ci lui aurait répondu: Ne dites pas ce que vous ferez, mais faites vite. Seulement je vous préviens que je serai obtigé de me fàcher. Cialdini raconte cette conver-sal'icm à Cavour,.. Et Pon partit pour Castel Fidardo (II, 246).
Cosa mancava a Napoleone? Di farsi all'interno del proprio paese iniziatore di libertà. Ora questa idea, che Ollivier lanciò il 14 marzo 1861, circolava nell'entourage stesso dell'Imperatore. Morny dichiarerà a Ollivier alcuni mesi dopo: Nous marchons au gouvernement parlementaire, j'y pousse . E su questa idea egli ritornerà nei successivi incontri con Ollivier. Il primo luglio 1862, a proposito di Morny-, si legge: Quaut au fond de la politique il m'a fait entendre ceci: que tot ou tard, xnalgré les résistances, on arriverai t au regime parlementaire . Dal canto suo il principe Napoleone insisteva sulla medesima idea: L'Empire avec la liberté (H, 95). Proprio a causa di queste richieste che venivano da parte di bonapartisti, Ollivier cominciò a credere nella sua missione di fonder