Rassegna storica del Risorgimento

OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
anno <1962>   pagina <267>
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Emi Ir Ollivier e il suo Journal
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la liner té . Luigi Filippo crii caduto perchè non aveva capito che il devait so réfugier daus la liberto (li. 71). Il successo riportato dall'opposizione nelle elezioni del giugno 1863 poteva essere inteso come una formale richiesta di libertà da parte del paese, e, in vista di accelerare i tempi, Ollivier si staccò dai Cinq e ruppe i rapporti con l'opposizione. La rottura avvenne allorquando, essendo stato nominato rupporieur, egli presentò un progetto di legge nel quale se veni­vano soppresse le pene contro le coalizioni degli operai, si diceva che sarebbero stati puniti quelli che à Faide de violences, menaces ou manoeuvres frauduleu-ses, provoqueraient un arrèt du travail . Che significava l'espressione ma-noeuvres frauduleuscs? . La sinistra protestò, Ollivier si irrigidì, e la legge fu approvata col voto contrario dell'opposizione. Ollivier credette che il voto con­trario fosse solo il risultato di macchinazioni organizzate dai suoi nemici, gelosi della di lui crescente popolarità, e insistette sulla formula Un peu à chaque joux (II, 116). Ma posta nei termini di una scelta personale, la sua decisione segnò non solo una svolta sul piano politico, ma anche un distacco dall'umani­tarismo socialisteggiante dei suoi anni giovanili. Egli cominciò ad affermare che nella massa degli operai, in generale buona i 1 y cn a dix mille qui sont intrai ta­li les, orgucilleux, ignorants, ingrata (II, 118), e fini col pronunziarsi contro il progetto d'istruzione elementare obbligatoria qui m'avait séduit autrefois tré vivement .
Ollivier è ormai un isolato: egli sente un certo disprezzo per gli accordi di coidoir, come per le clientele politiche e reagisce insistendo sulla propria idea di rafforzare la libertà. La solitudine politica coincide conia crisi morale determinata dalla morte della sua adorata moglie Blandino, la figlia di Liszt: La solitude s'est faite de toutes parta. A mon foyer je n'ai plus personue, et dans ma vie publique 1 faut que je me crée des aniis nouveaux ou que je marche isole dans ma faiblesse! . Égli non aveva altra via d'uscita che l'adesione all'Impero. Co­minciò con l'approvare le decisioni prese dall'Imperatore con la Convenzione di settembre. Scriveva, infatti, a Pier Carlo Boggio: La Convention du 15 sep-tembre me parait avoir les avantages suivants pour l'Italie. Elle déchire définiti-vement le traité de Zurich, elle efface les ancienn.es protestations de la France contre les prises de possession des Duchés et des Marchcs; elle consacre, recon-nait votre unite; ce que notre Gouvemement n'avait pas encore fait... La Con­vention du 15 8eptembre abandonne Rome et ne livre pas le Pape. Ainsi notre honneur est sauf (II, 157). Un passo dopo l'altro, egli entrò lentamente nel­l'ambiente imperiale: dapprima frequentò Moray e il principe Napoleone, infine l'Imperatrice, Come resistere allo charme di una donna?Elle est encore d'une réelle beante. Les épaules et le cou sont remarej uables, ainsi que la gràce generale. Nel giugno 1865 Ollivier incontrò l'Imperatore e restò profondamente impressio­nato per la cordiale simpatia immediatamente dimostratagli: essi erano in realtà due solitari, ognuno dei quali aveva dell'altro un'immagine inesatta: Napoleone III trattava come il capo dell'opposizione Ollivier, che era un isolato; Ollivier vedeva in Napoleone il futuro capo liberale e gli parlava col tono di un pre­dicatore.
Sul piano politico l'Impero traballava e Napoleone, nella speranza di raf­forzare il suo potere, cercò di dare anche alla politica interna quella patina li­berale che il regime si era guadagnata con l'unificazione dell'Italia. Era una ne­cessità dettata dall'aumento dei voti riportati dall'opposizione, come ha osscr-