Rassegna storica del Risorgimento
OLLIVIER EMILE ; FRANCIA
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1962
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Salvo Mastellono
vato Tlieodorc Zcldin;1) invece Ollivier credette che l'Imperatore fosse ormai dposto a fare delle concessioni, ed accettò che la Francia fosse retta par la main d'un pouvoir fort et national (27 marzo 1865). Ma era veramente un uomo energico Napoleone? Il est faible ripeteva Girardin. H principe Napoleone gli aveva detto: L'Empereur ne pense pas à la liberté. Il ne fait rien et il ne sait rien: il ne travaille qu'à la Vie de Cesar parce que cela l'amuse (II, 175). Ma le colpe erano dell'Imperatore oppure di quelli che io circondavano? Son entourage l'empèche de recevoir quelqu'un, de sérieux (II, 83). L'Imperatore aveva bisogno di qualcuno che gli parlasse senza ambizione ed avesse una influenza decisiva sul suo carattere. Chi poteva dire di essere riuscito ad imporre su di lui le proprie convinzioni? H principe Napoleone ripeteva: Je ne connais qu'un homme ayant eu de l'influence sur lui: Cavour (II, 195). Ma se c'era stato quest'uomo bisognava mettersi sulla stessa via. Si diceva che l'Imperatore avesse un profond mépris des horames , ma come non sentire il disprezzo peri cortigiani adulatori ed intriganti che lo circondavano? E cosi Ollivier fini per credere alla favola di tutti i regimi dittatoriali in crisi che il capo è buono ed i collaboratori sono cattivi. D'altro canto quale regime egli proponeva: un ritorno alla repubblica quarantottesca oppure un ritorno al regime di Luigi Filippo? Egli scriveva a Girardin nel 1865 che bisognava ristabilire l'autorità del parlamento: scegliere, cioè, i ministri tra i deputati ed i senatori, in modo da farli parlare alla Camera come membri del governo. Ma se la scelta dei ministri spettava all'Imperatore, e se questi finiva per essere il vero presidente del Consiglio, non si ritornava alla Charte octroyée ed al governo personale di Luigi XVIII? Un avvenimento internazionale rese più. involuto l'orientamento dell'Impero francese. Coerente con la sua politica estera fino allora perseguita, Napoleone era dalla parte di Bismarek e temeva che in caso di conflitto l'Austria sconfiggesse facilmente la Prussia. Ecco cosa il principe Napoleone raccontava ad Ollivier il 19 e 20 maggio 1866 a proposito del trattato italo-prussiano: Ce traité a été fait sous la dietée d'ici... C'est l'Empereur qui a poussé Bismarek et engagé l'Italie à signer avec la Prusse un traité de trois mois. C'est moi qui l'ai porte à Florence. Je voulais rester une dizainc de jours pour mes affaires. Ne perds pas un instant m'a dit l'Empereur, pars de suite. Je faisais des objections sur le traité lui-méme, sur ce que la reciproci té au profit de l'Italie n'avait pas été stipulée. Il est inutile de faire des difficultés, a répondu l'Empereur: on ne con-sentirait pas à ce que tu demandes. Il faut donner de la force à Bismarek qui, sans cela, tombera . Quali erano le richieste della Francia? L'Empereur ne voulant pas opprimer en Allemagne Ics nationalités qu'il défend en Italie, se contenterait d'une rectification de frontière et de la Bavière rhénane . La decisiva e rapida vittoria della Prussia sull'Austria fece cadere tutte le ambizioni territoriali della Francia, e spinse l'Imperatore ad assumere un atteggiamento di opposizione verso il nazionalismo prussiano che tendeva all'unificazione del paese. Se prima si erano avute una politica estera fondata sull'aiuto alle nazionalità ed una politica interna autoritaria, dopo la guerra austro-prussiana, in politica interna Napoleone si mostrò sempre più liberale, ed in politica estera avverso all'unificazione tedesca.
*) TH. ZSLDIN, Tlie politicai system ofNapoleon II~It London, 1958.