Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <271>
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CONCILIATORISTI E RIFORMISTI ITALIANI
DELL'OTTOCENTO
Complessi furono i rapporti tra conciliatoristi e riformisti nell'Ottocento italiano e non sono certo io in grado di affrontarli disegnando un panorama completo delle singole personalità ed esaminando criticamente le varie posizioni ideologiche.1) Intendo però rendere noti nel mio breve saggio i legami, finora poco conosciuti, che vi furono tra l'a Prato, deputato trentino a] Parlamento di Fran­coforte, 2) il bolognese Cassani, il Dollinger ed altri, -vicini al pensiero dei Vecchi cattolici. Sui rapporti con il Dollinger scrisse anni or sono brevemente Augusto Sandonà,3) sminuendone in complesso l'importanza, forse per il rispetto di una tradizione affermatasi nel Trentino, quella che negava ogni tendenziale rifor­mismo neH*a Prato, a difesa del buon nome dei patrioti trentini, tanto facil­mente accusati dall'elemento clericale austriacante delle peggiori nefandezze, di eresia e disobbedienza all'autorità religiosa, nella speranza di infrangere gli idoli della gente di campagna. Ora è tempo di abbandonare queste preoccupazioni e di esaminare oggettivamente l'atteggiamento deil'a Prato nella sua interezza. Insisto nell'usare il termine di riformisti, perchè l'altra denominazione di cattolici liberali risulta filosoficamente inesatta, appare rispecchiare un concetto ibrido, come dire che si potesse essere immanentisti e nello stesso tempo convinti di poter dare della realtà un'interpretazione di natura e origine tra­scendente, e i cattolici ortodossi mai furono immanentisti in filosofia né liberali in politica.4) Pure ammettendo che si dia compromesso in sede politica tra auto-
1) Una distinzione tra cattolici-nazionali e cattolici liberali è tracciata da ETTORE PASSERTN in Atti ddVXI Convegno storico toscano* nel saggio II Cattolicesimo liberale dopo il 1848* Firenze, 1958, p. 305. Anche Maria Luisa Trebiliani distingue tra il prevalente interesse nazionale tra il 1859 e il 1861 e anello riformistico degli anni successivi: cfr. M. L. TREBILIANI, Indirizzi della pubblicistica cattolica fra il 1859 e il 1870* p. 401 dei medesimi Atti, Spesso i due atteggiamenti si intrecciano: eoa nell'opuscolo del Tiboni Quando sia infattibile il Papa, discorso letto il 22 giugno 1862 all'Ateneo di Brescia.
2) Sull'opera deil'a Prato come rappresentante del Titolo Italiano altri ha trattato in modo assai vasto, cfr. L'azione parlamentare del Trentino nel 1848-49 a Francoforte e a Vienna* a cura di P. Pedrotti, E. Brol, B. Rizzi, Trento, 1948. Deil'a Prato stesso cfr. Ai tirolesi italiani* estratto dagli Atti della sessione dell1 Assemblea di Francoforte del 12 agosto 1848, dal Messaggere di Rovereto. Sull'argomento cfr. LUIGI SALVATOREHJ, Spiriti e figure del Risorgimento, Firenze, 1961, p. 272. E ERNESTO SESTAN, La Costituente di Francoforte, Roma, 1946, e FEDERICO CUBATO, II Parlamento di Francoforte* in Archivio Storico Italiano (1952). Utile anche la consultazione della tesi di laurea di NICOLETTA CAVALLETTI d'AvANzo, inedita, in Museo del Risorgimento di Trento.
s) AUGUSTO SANDONÀ, Giovanni a Prato e i Vecchi Cattolici, 1930, estratto dal Trentino. Per i rapporti con il Dollinger degli Italiani, per esempio di Terenzio Marni ani, cfr. HEINRICH LUTZ, Il Cattolicesimo in Germania dal 1815 al 1870* in Atti ddVXI Convegno Storico Toscano, Firenze, 1958, p. 397.
*) cfr. perle vicende del Lamennais e la sua tesi della separazione tra Chiesa e Stato BENEDETTO CROCE, Storia d'Europa, Bari, 1938, p. 98, 138 e, in generale, su questo tema, è fondamentale la consultazione dell'opera intera.