Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
anno
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1962
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pagina
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275
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Conciliatoristi e riformisti italiani dell'Ottocento 275
Questa duplicità di interessi politico-religiosi e le tendenze separatiste del Prato risaltano anche dai suoi rapporti, dalla sua collaborazione con il Conciliatore e dalla corrispondenza con l'Avignone. Erano gli anni nei quali Va Prato si dedicava alla traduzione della Bibbia, che intendeva pubblicare con la versione delle note dell'Allioli. Questa iniziativa, che aveva incontrato il favore del Tiboni e la cui attuazione sorrideva anche all'Avignone, come appare da una lettera del prete di Morate del dicembre del '59 in cui egli afferma che a Milano erano inondati dalle Bibbie protestanti, *) fu destinata a naufragare a causa dell'atteggiamento della Congregazione dell'Indice, non osando i Vescovi interpellati dare l'imprimatur.2) La collaborazione dell'a Prato al Conciliatore consistette invece nell'invio di alcuni articoli di fondo sui Concordati, cioè di articoli che vertevano sui rapporti tra Stato e Chiesa, ma lo stesso Avignone fu costretto a censurare certe espressioni sulla Santa Sede nelle quali, scriveva, si vede l'animo sdegnoso dello scrittore , e aggiungeva: Non sarebbe meglio temperarsi a quel rispetto che senza dire il vero lo dice in modo piti efficace perchè più insinuante? Si raccomandava anche il redattore del Conciliatore che, nel proporre qualche surrogato dei Concordati, non stesse l'a Prato ad invocare la separazione assoluta della Chiesa dallo Stato per non urtare nella Enciclica di Gregorio XVI che la condannava; aggiungeva che il Parisis era venuto a conclusione non dissimile cercando di scansare le difficoltà di quella Enciclica.s) Si dovevano usare, scriveva l'Avignone, queste cautele considerando che il clero lombardo, e cioè per lo più i lettori del suo giornale, era contrario a tale separazione. *' In concomitanza con queste raccomandazioni, e forse per non averle il nostro autore seguite disciplinatamente, la redazione del Conciliatore in calce all'ultimo articolo di fondo dell'a Prato sui Concordati, apparso nel numero 38, pose un'annotazione che suonava contraria agli argomenti del Trentino; si sosteneva infatti che restava
1) Come sosteneva l'Esaminatore, a p. 223, nota 7, riflettendo l'opinione del Tiboni, non ci si doveva lamentare dei protestanti se spargevano le Bibbie purtroppo così poco diffuse in Italia ! Questa osservazione del Tiboni riportata dall'Esaminatore dà la misura della differenza di posizione ideologica che vi era tra un Avignone e un Tiboni o i collaboratori dell'Esaminatore; l'a Prato era sostanzialmente più vicino a questi ultimi che non alla posizione moderata dell'Avignone.
2) A proposito della traduzione della Bibbia ho rinvenuto alcune interessanti osservazioni, in un secondo tempo cancellate, in una minuta dell'a Prato, nella quale egli aveva scritto di esser di opinione che la traduzione migliore della Bibbia sarebbe stata quella del Diodati, pur con le debite riserve di natura confessionale. Sulla traduzione del Diodati, cfr. GIORGIO SPINI, Riforma italiana e mediazioni ginevrine, in Ginevra e l'Italia, Firenze, 1959, p. 478.
*) Sull'operetta del vescovo di Longrcs, mous. Parisis, Cas de Conseience, citata spesso anche dal Boggio, cfr. E. PASSERIN, Gustavo di Cavour e le idee separatiste in Pie-monte, in Rassegna Stòrica del Risorgimento, f. 4, 1961, p. 653.
*) Sull'argomento della collaborazione dell'a Prato al Conciliatore tace anche il Man-freni nel suo libro su Don Giovanni a Prato e il Trentino dei suoi tempi , Milano, 1920, che costituisce la fonte più informata sull'argomento e di più antica data: un'opera assai deca di notizie e animata da quello spirito patriottico dei Trentini della generazione che visse a cavallo della guerra del '15-18, essendo il Manfroni nato a Storo in vai Giudicarle nel 1852 e vissuto fino al 1925, anno in cui mori a Milano dopo aver finalmente pubblicato il frutto delle sue ricerche sull'argomento, ricerche che aveva iniziate nel lontano 1909 per incitamento del barone Valentino Salvadori, ohe dell'a Prato era stato discepolo.