Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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pagina
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Marcella Deambrosls
da vedere come si potesse senza Concordati raggiungere la concordia tra lo Stato e la Chiesa e si aggiungeva testualmente: La redazione non è d'accordo sulla assoluta separazione della Chiesa dallo Stato . Bisognava esser cauti, scriveva l'Avignone all'a Prato, data la tensione che si manifestava negli spiriti deboli per l'andamento degli affari di Romagna. *) Bisognava essere cauti tanto più che nel Conciliatore degli Inconciliabili, un libello polemico apparso alle stampe a Torino, già indirettamente era stato attaccato l'a Prato assieme al giornale peri, suoi articoli sui Concordati. Tale libello, apparso nel 1860, portava il motto significativo Ut quid claudicatis in duas partes? e criticava, fra l'altro, gli scritti sui Concordati e gli accenni dell'autore alle Puntazioni di Eins e alle decisioni del Sinodo Pistoiese cui l'abate trentino si era richiamato, nominandole assieme ai Concordati riconosciuti dalla podestà pontificia, sebbene le decisioni del Sinodo Pistoiese fossero condannate nelle bolle papali e le Puntazioni di Ems considerate scismatiche. L'anonimo autore del libello consigliava poi, concludendo, l'opera del Solaro della Margarita, per un'esatta valutazione del tema dei Concordati.2) Contemporaneamente infatti alla sconfitta nel temporale del Papa era cresciuta la sospettosità degli ultra, scriveva l'Avignone, ed essi erano giunti ad ima specie di disperazione che rendeva più velenosi e pericolosi i loro attacchi. ") In compenso, le cose italiane vanno alacremente e par proprio che la Provvidenza ne maturasse il tempo , scrive nell'ottobre del '60, ora cresce la speranza che l'acqua dell'Adige possa comprarsi, si pagherà come vino, ma sarà lasciata a chi di ragione... Credetemi che i tempi corrono più che i torrenti delle vostre montagne... .4) Le difficoltà per il giornale, nel luglio del '60, sussistevano e sarebbero continuate finche a Roma possono quelli che ora e da tanto tempo tirano a picco la navicella . Era imminente la cessazione della pubblicazione del Conciliatore e lo scioglimento della Società Ecclesiastica, la quale raccoglieva un notevole numero di aderenti, se possiamo stare alle cifre, per esempio, pubblicate dal Mediatore di Torino del 1862: si andava da riunioni di un centinaio di aderenti alle ultime riunioni, quando già spirava vento di burrasca, in cui convennero una settantina di soci della Lombardia o almeno di
*) In una lettera del 20 marzo del '60 all'a Prato l'Avignone infatti riferiva notizie dei tumulti che erano avvenuti a Milano per la questione del Papa , mentre a Brescia in piazza davanti all'Episcopio si compivano pericolose ed eccessive dimostrazioni popolari contro un predicatore imprudente e contro il vescovo che non aveva illuminato il suo palazzo la sera del sabato precedente, giorno in cui si festeggiava la notizia del voto di annessione 1 (Archivio Salvadori).
2) SOLARO DELLA MARGARITA, Avvedimenti politici, Torino, 1853, p. 273.
3) In una lettera del giugno 1860 l'Avignone accennava alla guerra sleale che gli avversari gli facevano tirando in campo anche la teoria dei Concordati dell'a Prato: cfr. il Conciliatore degli Inconciliabili, Torino, 1860.
*) Il Malfatti invece scrivendo da Milano il 4 ottobre del '60 esprimeva i suoi dubbi di una prossima liberazione del Trentino, dubbi fondati sulla situazione internazionale. In una delle varie interessanti lettere indirizzate a Tommaso Gar, in data del 1 novembre 1859, egli manifestava il proposito di ristampare gli opuscoli e fogli volanti pubblicati dall'a Prato nel '48 per farne una memoria sul Trentino per il Crepuscolo. 11 Crepuscolo apparve regolarmente però solo fino al 13 maggio 1859 (cfr. voce Tenni, in Enciclopedia Italiana, a cura di M. Fubini).