Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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Concllialoristi e riformisti italiani dall''Ottocento 281
mere la direzione del giornale.*) Il Veneto aveva risposto che in Italia non era possibile parlare o scrivere senza timore, senza essere diffamati come eretici ed essere resi impotenti a servire la causa della Riforma, che la Riforma in Italia andava fatta da sacerdoti cattolici e stimati tali! Contemporaneamente il Ling-don poneva al Ddllinger il quesito se non ritenesse possibile affidare la direzione del giornale al Massari, mettendolo a parte dei segreti dei riformisti . In quegli stessi anni e mesi fu anche progettato, Come risulta dalla corrispondenza del Langdon con il Dòllinger che si trova a Monaco, un incontro tra il Maestro dell'università di Monaco e gli antinfaliibilisti italiani aia ecclesiastici di alto rango sia laici eminenti.2)
Vi è poi una interessante pubblicazione del Langdon, Le odierne questioni politico-ecclesiastiche e la Chiesa Americana. Sette lettere al barone Bettino Bica* soli, stampata a Firenze dal Barbera nel 1875, in cui sono puro ricordati gli scritti più significativi del tempo, dall'articolo del Bonghi della Nuova Antologia, Le Ubere Chiese, all'articolo dello stesso apparso nella Perseveranza del settembre del '72,3) alla Teorica della Religione e dello Stato di Terenzio Mamiani
1) Il tema della Riforma liturgica era stato trattato nelle Lettere Piacentine anche dal Tosi, il prelato lombardo che aveva redatto assieme al Parazzi, arciprete di Viadana, un oc Appello al clero nell'imminenza del concilio; era pure Fautore dell'opuscolo Le Concile Oecumenique et le droits de l'Etat , Paris, 1869 che fa pubblicato grazie al concorso del Ministro Meuabrea e inviato, tra l'altro, a tutte le Legazioni d'Italia all'Estero in quanto sosteneva l'opportunità della partecipazione dei laici al concilio in vista della tutela dei diritti dello Stato. Su questo tema sono assai interessanti le lettere del Tosi al Ministro Menabrea in Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri di Roma, Archivio di Gabinetto, Concilio Ecumenico, 212; cu-, lettera del 15 maggio 1869, sul tema dell'opuscolo Le Concile... , dall' Univers, per esempio, del 22-23 giugno 1869 attribuito al Giansenista savoiardo Hudry-Mcnos definito al servizio della corte di Torino 1
2) cfr. lettera del 25 giugno 1871 del Langdon al Dòllinger in Haupt Bayerischc Staat Archiv. Dolingcriana II di Monaco. Quanto alla adesione di laici eminenti, un episodio di rilievo fu costituito dall'indirizzo al Dòllinger del 21 aprile 1871, sottoscritto da molti professori dell'università di Roma, riportato anche dal giornale 17 Trentino, ispirato dal Prato, nel numero del 2 maggio del 1871.
Un altro indirizzo di intellettuali al Dòllinger fu sottoscritto dai professori del Ginnasio liceo di Pel tre (G. B. Dal Lago, Enrico Nardelli, ecc.) e pure riportato dal Trentino del 13 maggio 1871. Trecento firme poi furono raccolte tra gli studenti dell'università di Napoli (cfr. il Trentino del 24 maggio 1871).
3) Sul Bonghi, cfr. la prefazione di Walter Maturi in Stato e Chiesa, Milano, 1942; ABTUHO IEMOLO, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1949, p. 328, dove è riportato il giudizio severo di Benedetto Croce. Sul tema della disputa sull'infallibilità papale e i Vecchi cattolici di Bonghi, cfr. Ritrotti e studi di vita religiosa, a cura di Francesco Torraca, Firenze, 1937, e Nove anni di Storia d"Europa, a cura di Maria Sandirocco, voi. Ili, Roma, 1958, in particolare, p. 152, dove il Bonghi sostiene nelle osservazioni del 30 settembre 1872 che il moto dei Vecchi cattolici non si guadagnava le simpatie delle popolazioni latine perchè non dimostrava uno spirito abbastanza liberale, perchè i Vecchi cattolici facevano troppo fondamento sullo Stato e, come si era visto al Congresso di Colonia, sembravano godere delle violenze commesse dallo Stato prussiano ai danni dei Cattolici nuovi . Questi giudizi sono assai simili a quelli del Cassani che sospettava nei Vecchi cattolici nostalgie del Sacro Romano-Germanico Impero, della potenza dei Principi-Vescovi e delle idee giuseppine (cfr. G. CASSANI, Delle principali questioni..., voL II, p. 7).