Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <283>
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Conciliatoristi e riformisti italiani dell'Ottocento 283
la Primazia papale come se il papa andasse considerato un Primus inter pares, vogliono che ai ridia la Bibbia ai laici, chiedono l'uso del volgare nel culto l'abo­lizione del celibato forzoso. II rapporto portava le firme di Guglielmo Rollin-son Whittingham, presidente del Comitato e vescovo del Maryland, G. F. Bedell, vescovo di Ohio, G. Bacon Stevens, vescovo di Pennsylvania, eoe, e del segretario Guglielmo Ghauncy Langdon. ')
Alle incalzanti proposte dell'americano il Ricasoli rispondeva cautamente, prima di tutto dandogli savi consigli per la redazione dell'Esaminatore: per esempio, suggeriva di trattare sul giornale l'argomento di quella legge che il Parlamento inglese stava discutendo sulla Chiesa Nazionale d'Irlanda, *) mentre era bene, sosteneva il Ricasoli, che VEsaminatore ribadisse che non si volevano predicare nuove credenze, né mutare dogmi. Scriveva il Ricasoli che bisognava essere cauti: Coloro che hanno scosso il giogo di Roma hanno unito per perdere ogni religione .s) Tuttavia egli seguiva con interesse le notizie che gli forniva il Langdon sull'adesione di padre Giacinto alla dichiarazione del Dòllinger e riteneva opportuno che, in proposito, sia il Rinnovamento del Cassani, sia VEsa-ndnatore prendessero posizione. *1 È una decisione importante questa del Ricasoli del giugno del '71 e rispecchia l'impressione diffusa in quel periodo che il movi­mento dei Vecchi cattolici stesse assumendo un certo peso e potesse esercitare ima influenza decisiva anche in Italia. Infatti pochi mesi prima, nel novembre del '70, per esempio, il Ricasoli sull'argomento era stato assai più cauto e scri­vendo a Francesco Borgatti s) aveva sostenuto che era più opportuno che ii Cassani trattasse sull1' Esaminatore anziché dell'inecumenicità del Concilio, del­l'articolo 3 del Progetto Scialoja-Borgatti e della partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, dell'indipendenza spirituale del Pontefice, ecc.
Cosi pure il Ricasoli alle proposte dell'Americano di mettersi a capo del movimento riformatore italiano rispondeva, il 19 ottobre del '69, che la bandiera andava impugnata da un ecclesiastico e non da un laico e da persona di alta dignità, di virtù inappuntabile e di dottrina inattaccabile. D'altra parte sembra che molta fiducia, per esempio, nell'episcopato italiano, il Ricasoli non la nu­trisse, se il 29 giugno del '71 scriveva al Langdon: Non è meraviglia se il laicato italiano si divide in indifferenti o increduli, in superstiziosi e creduli ignoranti, se l'Episcopato italiano non trova neppure nel suo seno chi si senta in dovere di opporsi alle usurpazioni romane... con le dottrine della Chiesa dei primi sc-
1) Del Langdon sullo stesso argomento cfr. l'opuscolo The Trulli about the movement for an Italioti Reformation, in The Church of Rome, Florence, 1870.
r) Archivio Ricasoli, casa. 80, n. 23; lettera di B. Ricasoli al Langdon del 16 luglio
1869.
2) Archivio Ricasoli, lettera dell'll luglio 1871.
3) Archivio Ricasoli, lettera del 29 giugno 1871.
*) Archivio Ricasoli, cass. 82, 90, lettera del 4 novembre 1870. Anche l'a Prato modestamente la pensava come il Ricasoli: era meglio lasciar da parte le beghe teologiche sul Concilio e affrontare le questioni politiche. Cosi si era espresso quando era stato ricevuto al ministero degli Esteri a Firenze il 26 gennaio del '70 (cfr. in Appendice lettera al Gar del 21 febbraio 1870) per riferire sulla situazione economica e sui problemi politici concer­nenti il Trentino.