Rassegna storica del Risorgimento

TADDEI EMANUELE
anno <1914>   pagina <42>
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M, Mazziotti
In quei giorni, del febbraio 1806, si pubblicava in-Napoli la Gazzetta, la quale, per timore tacque, nientemeno, l'entrata dei francesi nella città! Il Taddei, assunto a redattore del nuovo giornale, si tramutò inprovvisamente, da umile e sommesso monaco in scrittore vivace, disinvolto, battagliero, entusiasta del nuovo or­dine di cose e della libertà, aspro censore dell'antico governo. Per prudenza egli lasciò l'abito monastico, avendo ottenuto da la cu-" ria romana, come afferma un suo biografo, la secolarizzazione.l H primo marzo del 1806, soppressa la Gazzetta, uscì il primo numero del Monitore di ffiapoli, in cui il Taddei, riassumendo le speranze del paese esclamava: Vedrà la Nazione sorgere a momenti un nuovo ordine di cose, vedrà risplendere in essa la rettitudine, la vigilanza, la giustizia la generosità, la franchezza, il disinteresse. l'amore dèi pubblico bene ed il desiderio sincero ed efficace, non a parole soltanto e sempre contradette dai fatti, di renderla grande e felice . Nel nùmero seguente accennava al quadro funesto dello stato in cui ha lasciato il regno la passata dinastia.
Preso l'aire, cominciò nei numeri successivi del giornale, a propo­sito delle spedizioni brigantesche sul litorale del regno organizzate dalla Corte di Sicilia e specialmente dalla regina Carolina, a stigma­tizzare con roventi parole l'una e l'altra, specialmente quest'ultima ricordando la sanguinosa reazione del 1799. Levava invece al cielo le gesta del nuovo governo. L'erudito estensore (così allora si chia­mava) del giornale continuò sullo stesso metro per tutto il decennio. A sua lode va detto che durante quel periodo, mentre tutti, per imita­zione servile e per cortigianeria verso i potenti del giorno, si studia­vano nei discorsi e negli scritti di adoperare il più barbaro linguag­gio mezzo francese e mezzo italiano, il Taddei serbò la purezza dello stile e scrisse sempre italianamente. Sei suoi articoli si sente il poderoso ingegno e l'ampia cultura, l'elevatezza del pensiero ed il dispregio di ogni volgarità.
Fu sincero l'ex scolopio nei suoi articoli laudatori! ? Anzitutto lo scrittore di tiri giornale ufficiale non può dire quello che real­mente pensa, ma ciò che gK si ordina di dire: inoltre allora non si sognava neanche la libertà di opinioni in fatto di po­litica! Porse nella mente giovanile del Taddei qualche germe
X Necrologia citatai. Il MINUSKX RICCIO, Memorie eioriuhej p. 34.1, dice ohe svestì l'abito da feate, perchè l'ordine fu soppresso.