Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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Conciliatonsti e riformisti italiani dell'Ottocento 285
e comunque egli era deciso a persistere nel rifiuto di accettare i decreti vaticani, nonostante l'ostilità dell'arcivescovo di Monaco, ed era preparato, aggiungeva, 1 Peggio da due anni; in Germania, però, molti condividevano le sue idee: così era deciso a continuare la lotta e se in Italia si fosse suscitato un movimento contro il malaugurato assolutismo papale la cosa avrebbe potuto avere benefiche conseguenze: Fiat reformatio intra Ecclesiam concludeva! L'a Prato, in effetti, da tempo era in contatto con gli ambienti internazionali vicini al Ddl-linger; nel maggio del '68 gli era stato presentato da Tommaso Gar e dal canonico Giullari di Verona x) lo stesso Chauncy Langdon; anzi in quell'occasione il Gar scriveva all'a Prato: Ho piacere che vi conosca e si persuada che in Italia vi sono uomini di Chiesa veramente liberali e conciliativi.2) E nel '71 Chauncy Langdon manifestava il convincimento che l'a Prato potesse trattare un avvicinamento sul terreno religioso tra Italiani e Tedeschi della corrente dei Vecchi cattolici.
Sarebbe stato importante inoltre, come scriveva il 29 giugno 1871 a Francesco Borgatti il Rieasoli,S:) che il laicato italiano conoscesse i sentimenti dei suoi sacerdoti sulle dichiarazioni del Ddllmger e le discussioni che la proclamazione del dogma dell'infallibilità aveva suscitato in Germania. La Chiesa nulla
*) Del Giullari, oltre ad opere di erudizione storica, esiste una corrispondenza neìl* Esaminatore del 1869, n. 17, p. 260, sulla Restaurazione dell'unità cristiana, risposta all'on.le sig. Ed. Faulkes sulla sua lettera Il Credo della Chiesa, o il Credo ddla Corona ? . La lettera del Giullari è postillata da Note che per il loro tenore si possono attribuire al Langdon. Per caratterizzare la sua posizione di cattolico liberale è importante anche vedere la prefazione alla tradazione dell'operetta dell'ab. LEONE GODARD, Iprincipìi dell'89 e la dottrina cattolica, Milano, 1864, operetta che egli inviò in omaggio al Ddlbnger proponendogli di tradurne le opere in italiano (cfr. lettera del 15 settembre 1864 in Archivio di Stato di Monaco, Dollingeriana II). Egli collaborò anche al Rinnovamento Cattolico di Bologna, molto probabilmente dopo esserne stato invitato dal Cassani, che scrivendogli F8 luglio 1876 gli garantiva che era sempre stato rispettato dalla Redazione il segreto circa l'identità dei diversi collaboratori. Cfr. Carte Giullari in Biblioteca Civica di Verona. La medesima proposta gli era stata fatta nel 1860 dall'Avignone per il Conciliatore: cfr. lettera del 16 gennaio.
2> Sui rapporti tra il Prato e il Gar, cfr. GIULIO BENEDETTO EMERT, Echi e fermenti risorgimentali nelTabate a Prato, in Atti del I Convegno storico trentino. Rovereto, 1955, dove è riportata anche una delle ventiquattro interessanti lettere indirizzate dal Gar all'a Prato, in cui si prospetta la possibilità che questi pubblichi un opuscolo sul Concilio imminente e la questione del potere temporale secondo il desiderio espresso dal prefetto di Venezia, Torelli, il quale riteneva opportuno che il governo italiano prendesse posizione in argomento. Ma l'a Prato era di diverso avviso: cfr. lettera al Gar del 21 febbraio 1870. Un accenno di simpatia del Gar per il Dollingcr è contenuto in una lettera indirizzata dal Gar all'a Prato dell'I 1 gennaio 1870 (cfr. Biblioteca Comunale di Trento, ms. 2244). Sul Gar, crf. ERNESTO SESTAN, LO stato maggiore del primo Archivio Storico Italiano, 1841-47, in Archivio Storico Italiano, 1945-46. MARIA CESSI DRUDI, Impressioni fiorentine di Tommaso Gar, in Atti del I Convegno storico trentino, cit., p. 89. SERGIO BENVENUTI, Dalle lettere del GregorovUu a Gar nella Biblioteca Comunale di Trento, in Studi Trentini, 1962,
n. 1, etc.
*) Archivio Rieasoli, Brolio.
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