Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <287>
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Conciliatoristi e riformisti italiani deWOttocento 287
Di fronte a queste difficoltà freddezza del laicato italiano per le iniziative riformistiche, credulità della massa, ignoranza di gran parte del clero, potenza del partito gesuitico, si trovava Fa Prato nei mesi in cui gli giunse l'invito a partecipare al Congresso di Colonia assieme al Bonghi e al Mamiani. La risposta che egli diede in quell'occasione, J) nella quale è tracciato il panorama della situazione della diocesi di Trento cui apparteneva, è veramente esauriente tanto che ho ritenuto opportuno riportarla integralmente in Appendice. In essa era rivelata la funzione esercitata dall'a Prato di collegamento tra i circoli italiani più avanzati e il movimento tedesco. 2) Che questo collegamento avvenisse, abbiamo già visto, ne aveva espresso fl. desiderio il Dollinger stesso nella lettera citata del 12 aprile 1871 alFa Prato, e che effettivamente Fa Prato collaborasse nel diffon­dere le pubblicazioni dei simpatizzanti della Riforma è provato, per esempio, da una nota del Cassoni nel Rinnovamento, nella quale egli afferma di aver rice­vuto da un distinto ecclesiastico dell'impero austroungarico la traduzione di una lettera proveniente da Kdnigsberg (riportata, con la data del 28 agosto 1872) che non è altro che una lettera del Grìinert indirizzata al Nostro. '
Nella lettera in cui Fa Prato spiegava al Comitato dei Vecchi cattolici i motivi del suo rifiuto a partecipare al Congresso di Colonia erano illustrati gli
1) Archivio Salvador!, Trento, lettera del 5 settembre 1872. Sull'argomento cfr. le affermazioni di padre Giacinto ne L'Espirance de Rome, Anno I, n. 21, dell'll otto­bre 1872 circa le adesioni segrete dei preti italiani e la lettera, ivi pubblicata, del Chauncy Langdon il Dollinger del 19 agosto 1872 da Mulbach (Tirolo).
2) Del primo Dollinger erano del resto stati tradotti da tempo gli studi di storia ecclesiastica a Milano; cfr. la bibliografia dell'Amico Cattolico e l'articolo di ENRICO LTJTZ, Il Cattolicesimo in Germania e in Austria dal 1815 al 1870, in Rassegna Storica To~ scarta, 1958, f. DIIV, p. 390. Il Mediatore aveva pubblicato per esempio l'articolo La Chiesa e le Chiese. Il Papato e gli stati pontificali , apparso a Monaco nel 1861 (cfr. voi. I, p. 215). Nel Gentil era stato tradotto il Discorso sul passato e il presente della teologia cattolica (voi. I, p. 109,1867); a Torino erano apparse anche le Favole del Medioevo attorno ai Papi , tradotte da F. 6. Sul viaggio in Italia del Dollinger nel 1854, cfr. J. FRIEDIÌIC, Ignaz von Dollinger. Sein leben, ecc., voi. HI, p. 146. Sui rapporti con gli Italiani possiamo ricavare una messe di notizie dalle lettere al Dollinger che giac­ciono nella Staatbibliothek di Monaco di Baviera. Debbo questa informazione alla cortesia del dott. Eurico Lutz. Del Lutz, cfr. in Quellen u. Forschungen aus ital. Arckiven u. Bibl., 39, 1959: Dollinger Italioti und das Papsttum. 1887. Sul tema delle opinioni del Dollinger sulla politica italiana nei confronti della Questione Romana che meriterebbe una trattazione a parte sono assai interessanti i rapporti dei diplomatici italiani della Legazione Italiana di Monaco di Baviera, Migliorati, Volpi, Greppi, ecc., dai quali risalta la mentalità giurisdizionalistica del professore tedesco che ripetutamente nelle sue convenazioni con gli Italiani censurava il criterio liberale della separazione dello Stato dalla Chiesa e le concessioni fatte al Papa con la Legge delle Guarentige, cfr. in Archivio del Ministero degli Affari Esteri di Roma, Legazione di Baviera (1869-1878).
3) Cfr. Rinnovamento Cattolico, voi. II, p. 246, e Archivio Salvador!, Trento. Un'altra interessante prova della collaborazione clell'a Prato al movimento dei Vecchi cattolici è data da una lettera del 21 aprile 1874, dalla quale risulta ch'egli tradusse per la stampa italiana la risposta del Friedrich all'arcivescovo di Monaco e Frisinga (cfr. lettera dell'a Prato al Dollinger in Bayer Haupt Staat Archiv, DoDingeriana II, Miinchen, e cfr. Italia Nuova di Firenze del 30 maggio 1871).