Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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Marcella Deambrosis
Terzi, ai padri predicatori quaresitnalisti conte lui squarci della Civiltà Cattolica e volevano il Papa-Re e coloro che, come il francescano, erauo per la libera Chiesa in libero Stato. -) I cosidetti rivoluzionari di eoi parlano i lettori trentini del-PArmonia sono poi quegli amici di Cavalese del Terzi che, a lui, trasferito per punizione a Rezzato, donavano i volumi di filosofia dei cattolico nazional-con-servatore Augusto Conti.2)
Un pericoloso rivoluzionario secondo gli intransigenti trentini sarebbe dunque stato Pa Prato, capace di cospirare con quelli della Giovine Italia o della Giovine Europa, come scriveva ironicamente il Messaggere di Rovereto nelle sue polemiche, cercando di dimostrare ai lettori trentini il moderatismo che ispirava la redazione.3* In verità, una posizione piuttosto ardita assunse il Prato nello scritto polemico e anonimo, probabilmente come abbiamo visto dovuto alla sua penna, Considerazioni di un sacerdote trentino... intorno alla pastorale del 24 luglio del Riccabona diretta contro il Messaggere; a causa di queste affermazioni audaci fu probabilmente costretto a mantenere strettamente l'anonimo e ad obbligare al segreto e al silenzio anche gli amici che, come il Balista, vicesindaco liberale di Rovereto, volevano infrangere il vincolo e spingere Pa Prato alla lotta aperta. Tra l'altro, in quello scritto, egli polemizzava con l'arcivescovo di Udine, il quale aveva condannato la Rivista Friulana', e il Canossa di Verona, il quale aveva attaccato H Giornale di Verona, meno diffuso aggiungeva Pa Prato del resto in quella diocesi del Messaggere, che si era creato un largo pubblico di lettori nel Veneto. 4) del Canossa l'autore delle Considerazioni condanna le espressioni usate nei confronti del Renan, classificato da quel vescovo empiissimo e sciocco , del Renan che Pa Prato invece definisce il celebre orientalista francese , pur affermando di non averne letto l'opera, ma solo le recensioni dell'Indépendance Belge e della Revue des deux Mondes, e del quale parla con rispetto. E vedremo che più tardi modificherà il suo giudizio. Che non fosse Pa Prato un radicale lo dimostra anche il tenore che ebbe la stampa da lui diretta, come il giornale il Trentino, al quale venne a mancare a Parigi, per esempio, il corrispondente Alessandro Parodi, ritiratosi dall'incarico proprio per la disparità di opinioni religiose e politiche che egli aveva con l'a Prato, disparità che gli impediva un'onesta collaborazione.s) Il Parodi propose
*) Archivio Salvador!, Trento, Lettere di Camillo Terzi alfa Prato del 19 gennaio '62 e del 15 novembre *64, ecc.
2) Cfr. A. C. IEMOLO, Chiesa e Stato cit., p. 401 e ss.
3) Cfr. anche VJEsanànatore Friulano, un altro giornale cattolicoliberale, che nel '79 già al sesto anno di vita era diretto dal sacerdote Giovanni Vogrig e polemizzava con V Unità cattolica.
*) I liberali trentini del resto accusavano 1' aPrato di non saper distinguere egli, l'autocrate delle libertà, tra libertà e nazionalità e questa deficienza, per esempio, il Pietrapiana attribuiva anche al Ducati esso pure della vecchia scuola germanica . Parole oscure, specialmente se pensiamo al fatto che l'a Prato nel Parlamento di Francoforte si accostò al grappo della sinistra democratica: cfr, lettera del Pietrapiana al Gar, del 13 novembre 1865, in Biblioteca Comunale di Trento (Ms.).
s) Nel *67 il corrispondente da Parigi del Messaggere avrebbe dovuto essere il Bonoldi -Perretti, se non fossero insorte difficoltà; egli già nel '63 collaborava al Journal des Débole per la causa della Polonia e nel *67 vi aveva fatto stampare una lettera dell'a Prato sulla questione del Trentino (cfr. Archivio Saivadori, Trento).