Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <291>
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ConàliatorisH e riformisti italiani dell'Ottocento 291
invece che al suo posto divenisse corrispondente da Parigi il Sampieri, che tra 1 altro aveva tradotto in francese la confutazione del padre Passaglia della Vita di Gesù del Renan, confutazione che il Parodi riteneva piacesse all'a Prato. Quan­to al vescovo Riccabona, egli fece una meschina figura in quell'occasione e giusta-mente l'a Prato confrontava la sua condotta con quella del Tschiderer in occasione della polemica suscitata dal Giornale del Trentino, diretto dall'a Prato, quando questi aveva preso la difesa delle leggi Siccardi (cfr. n. 75 del 22 ottobre). In quell'occasione, oltre ad una Protesta che fu pubblicata dal redattore del giornale Tommaso Gar in risposta ad un articolo dell'amico Cattolico x) dell'8 ottobre del '50, vi furono vari interessanti articoli di adesione alla tesi delTa Prato, favo­revoli all'abolizione del diritto di asilo e del Foro ecclesiastico, inviati al giornale da alcuni sacerdoti della diocesi. Se nel '50 cosi la pensavano i collaboratori del Trentino, non erano da meno i corrispondenti del Messaggere del '63, che nel numero del 21 gennaio riportavano con palese soddisfazione, per esempio, la notizia, pubblicata dal Pungolo del 18, della nomina dell'Avignone, dell'Airoldi e del Lega a canonici del duomo di Milano. Seguiva il commento della redazione: Così le proposte del prefetto appoggiate dal voto della pubblica opinione trion­farono sugli intrighi e le cabale del partito retrivo di mona. Caccia . E, sempre nel '63, nell'Appendice del numero del 25 giugno, in un articolo intitolato Reli­gione e Civiltà , Tiberio Roberti dichiarava di schierarsi per quel tipo di Cri­stianesimo che si accorda con la Ragione e il Progresso, pur proclamandosi contrario al razionalismo puro, in cui, osservava, finiscono per cadere i prote­stanti, e dicendosi piuttosto favorevole alle posizioni del positivismo scientifico e, politicamente e socialmente, perfino alle dottrine socialiste e comuniste. *) Da tempo, del resto, durava la polemica dell'a Prato con il clero retrivo della sua diocesi e con ì vescovi che l'amministravano con criteri miopi. Cosi in ima lettera pubblicata nel Conciliatore3) trattò, a somiglianza di quanto fece nella risposta al Comitato dei Vecchi cattolici nel '71, delle condizioni della diocesi di Trento che a Nord , scriveva chiude la serie delle Chiese Italiche , sotto­lineando questa osservazione con l'asserzione che molti in Italia la confondevano con le diocesi tedesche. Aggiungeva a dimostrazione della sua asserzione una serie di dati, dai quali risultava essere essa composta di 343.950 anime di Italiani e dì 114.227 anime della nazione tedesca, coloro che appartenevano cioè alla Venosta, Passiria, ecc., cioè ai dieci decanati, Bolzano e Merano comprese, di
*J L'Amico Cattolico di Milano nel '50 aveva, è da notarsi, per redattore respon­sabile l'intransigente Ballerina, di cui cfr. L. AMBBOSOIÌI, op. cit., p. 13.
?) In tale articolo il Roberti riportava in sintesi un discorso da lui tenuto agli arti­giani della Società di Mutuo Soccorso di Bussano. Sulle Società di Mutuo Soccorso e il loro sorgere, cfr. CABLO FRANCOVICH, Idee sociali e organizzazione operaia netta prima metà dell'Ottocento, Milano, 1959. Di Tiberio Roberti cfr. gli articoli sul socialismo nella Rassegna-Nazionale del 1895 e ss. A proposito di questione sociale Fa Prato, che nel 1852 era stato eletto presidente onorario della Società di Mutuo Soccorso degli Artieri di Riva del Garda e socio onorario di quella di Trento, era piuttosto vicino alla posizione del Mazzini, di cui riportava gli scritti sull'Internazionale apparsi nel Pungolo, nel giornale il Trentino, da lui ispirato (cfr. Il Tremino del luglio 1871). Sull'argomento dello Società di Mutuo Soccorso nel Trentino cfr. Girato RAFFAELLA Il movimento operaio nel Trentino (1844-1900) in Movimento Operaio, 1955.
3) Cfr. il Conciliatore, anno I, n. 39, 12, 29 marzo 1860.