Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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Marcella Deambrosis
lingua tedesca. Del vescovo Tschiderer, nativo di Bolzano, diceva essere egli un venerabile vecchio di ottantatrè anni al quale nissuno pad negar lode di vita intemerata, di molta pietà e di cuore amoroso verso i poveri .
Concludeva la serie degli articoli con l'osservazione che circa il reggimento della diocesi e del seminario egli trovava molte cose discutibili, ma che si doveva tener conto dell'età venerabile del vescovo. Con una certa cautela e con un tono di prudente riserva, accennava al numero considerevole dei religiosi: nella puntata del 5 aprile ) scriveva infatti che la diocesi di Trento contava più sacerdoti di quella di Milano calcolandone uno ogni quattrocento anime a Milano e uno ogni trecentoventisette, compresi i frati, a Trento. Sottolineava invece il buon livello dell'istruzione e della cultura in generale e, a questo proposito, segnalava l'iniziativa dell'amico Tommaso Gar, che andava iniziando la pubblicazione nella Biblioteca Trentina della Storia di Trento. Quanto al livello dell'istruzione, osservava che tutti sapevano leggere e scrivere, vi era una scuola serale per trenta operai tenuta dai seminaristi a Trento, ed esisteva una Società di Mutuo Soccorso dal 1852, 2) eoe.
Per passare agli aspetti negativi della vita della diocesi, dovuti al fanatismo del partito clericale, è significativo quanto avvenne all'indomani della Breccia di Porta Pia, quando furono organizzate spontanee dimostrazioni di fedeli anche nel Trentino per opera del partito curiale. In quell'occasione l'a Prato indirizzò al Fanfulla una nota chiarificatrice: in essa rivelava le arti con cui erano state estorte le firme dei contadini, ai quali era stato fatto credere che il Papa aveva bisogno di conoscere esattamente il numero dei suoi fedeli e i loro nomi, e come nelle scuole, nel Trentino assai frequentate, si era raccolta la firma dei bambini, mentre il clero, che aveva preso l'imbeccata dal Vaticano aveva cominciato, scriveva sempre l'a Prato, a fare un coro del diavolo dai pulpiti e nei confessionali, si era costituito a Trento un comitato segreto che aveva mandato i suoi ordini nelle sagrestie, un giornale clericale sorto a Trento, la Voce cattolica, redatto conia solita abilità di quel partito, aveva soffiato nella fiamma..., ecc. I Non è escluso dunque che l'a Prato si interessasse dei movimenti religiosi di Oltr'alpe, negli anni che seguirono, anche per una forma di naturale reazione agli eccessi degli intransigenti trentini; in questo senso collaborava con alcuni giornali come Y Italia Nuova, cui mandava per esempio, il 6 luglio 1871, perchè fosse pubblicata, una Petizione dei Vecchi cattolici bavaresi al governo, tendente alla concessione dell'uso di una Chiesa per l'esercizio del culto. Nell'inviarc al giornale tale petizione, specificava appunto l'a Prato ch'essa non era in sé cosa di grande rilievo, se non per l'esposizione che vi viene fatta del motivo d'essere di quella importante società che forma in Baviera un nucleo di resistenza alle macchinazioni della famosa Compagnia, nucleo intorno al quale si raccolgono da tutta la Germania e presto si raccoglieranno io spero da tutte le parti del
*) Cfr. il Conciliatore, n. 42, 1860.
aJ Nella primavera del 1868 anzi l'a Prato dovette avere una grande soddisfazione morale, quando in un raduno a Rovereto di ben cinquecento artigiani di Trento e Rovereto tenne un patriottico discorso, suscitando le ire della polizia austriaca che minacciò di arrestarlo: il che non si effettuò per la pronta reazione degli operai, che si offrirono di andare tutti e cinquecento in prigione al suo posto (Archivio Salva-dori, Trento).