Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <294>
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Marcella Deambrosis
mosso al governo piemontese pei le violenze commesse nei confronti dei vescovi temporalisti.l)
E che l'a Prato fosse rispettoso dei principi espressi dalla formula Libera Chiesa in Libero Stato . da lui spesso citata nei suoi scritti, è dimostrato dal tenore di una corrispondenza apparsa nel Conciliatore sul tema del Concordato del Baden, simile a quello del '55 austriaco.2) Tale corrispondenza era stata sollecitata dall'Avignone in una lettera del 7 dicembre 1859 ed in essa l'a Prato riportava un articolo segreto di cui era venuto a conoscenza: il governo granducale avrebbe dovuto avere riguardo dei reclami dell'arcivesco­vo di Friburgo se un Maestro non appartenente alla facoltà teologica della uni­versità di Friburgo avesse avuto nelle sue dottrine ad urtare con la dogmatica e la morale cattolica. Il fatto anzi che l'a Prato avesse sottolineato il valore nega­tivo di questo articolo segreto preoccupò l'Avignone, o la redazione del giornale, che in una nota alla seconda puntata della corrispondenza dichiarava di ripor­tarla senza intendere di dividerne pienamente i giudizi. L'a Prato poi aggiungeva che gli stessi cattolici del Baden avevano in un'adunanza a Mannheim, fatto voto che la seconda camera negasse l'approvazione del Concordato, mentre il Consiglio comunale di Friburgo, dove era una maggioranza di cattolici, non aveva voluto mandare un indirizzo di ringraziamento al granduca per il patto stipulato. In onesto atteggiamento, e nell'osservazione che in Austria in generale l'opinione pubblica era contraria ai Concordati ritenuti una diminutio capitis dell'autorità statale, l'a Prato traduceva le sopravvivenze del Giuseppinismo che regnavano ancora nell'Impero; del resto questi echi settecenteschi si notano anche nella sua mentalità. Cosi egli, considerando privi di forza legale i Concordati di Vienna e dichiarandosi contrario ai Concordati in generale destinati a rafforzare il potere temporale e gli abusi della Curia Romana, sposava con queste espressioni la tesi dell'articolo VII delle Puntazioni di Ems, secondo il quale i decreti di Basilea accettati a Magonza nel 1439 andavano considerati prò rcgula concordatorum e i patti stipulati ad Aschaffenburg nel 1449 prò ccceptione a regula .s)
Citava l'a Prato invece con simpatia il Concordato del 1801 vigente per la Repubblica Italiana e il Regno d'Italia, il quale, aggiungeva con soddisfazione, abbracciava anche il Trentino fino a Bolgiano inclusivamente . Il valore politico e patriottico di questi richiami storici non veniva apprezzato dall'ano-
1) Sull'argomento, cfr. FAUSTO FONZI, Echi e reazioni del mondo cattolico aWunifi­cazione italiana, in Rassegna Storica Toscana, f. 4, 1960. Anche nelle lettere del Ricasoli al Massari sono sottolineati questi concetti, cfr. Carte Massari, in Museo Centrale del Risorgimento di "Roma- Sull'argomento, cfr. la posizione del Cassani nell'opera Delle principali questioni politiche-religiose, Bologna, 1872, voi. II, p. 2, Del Primato del Pontefice e del valore giuridico del Concilio Vaticano .
2) Cfr. il Conciliatore del 3 gennaio 1860, n. 1. Scarso entusiasmo dimostra l'a Prato per il Concordato del '55 anche in una lettera al Tenca del 27 dicembre '55, nella quale scriveva ch'esso veniva certamente ad accrescere gli imbarazzi dell' eccellente giornale dal Tenca diretto con una abilità e un coraggio che fanno epoca nella storia del povero giornalismo italiano (cfr. Museo del Risorgimento di Milano, cartella 11, f. 3, n. 16, Archivio Tenca). Sulla collaborazione dcll'a Prato al Crepuscolo, cfr. l'articolo cit. di BICE RIZZI, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1936.
3) Cfr. articoli sui Concordati nel Conciliatore del 1 marzo 1860, n. 27.