Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <296>
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Marcella Deambrosis
hanno ridotto il clero cattolico a tanto di umiliazione per difetto di scienza che ormai è divenuto uno scherno universale , ma vorrei ancora, aggiungeva, che l'acciliato censore mi dicesse come sia che l'Indice famoso dei Libri proibiti fu rifatto per ordine di Benedetto XIV e nella seconda sua compilazione si ammisero Opere che prima si erano proibite e così bellamente si confessò che non vi era titolo di proibizione , anche questa sarà una prova dell'in fallibilità della con­gregazione dell'Indice: è una prova piuttosto strana anziché no... .*) Certamente queste considerazioni del Cassani non spiacevano all'a Prato, che della Congrega­zione dell'Indice non aveva un buon ricordo, date le vicende che aveva sofferto per la mancata pubblicazione della sua traduzione della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento, inviato in esame assieme alla traduzione delle note dell'Al-lioli e ad alcune note sue. Si era infatti accìnto a quell'impresa nel '55, per invito dell'amico Benedetto Riccabona, cui si era rivolto l'Allioli perchè gli trovasse un traduttore, per un'edizione italiana delle sue Note alla Bibbia, e il Riccabona gli aveva fatto sperare di poter procurargli l'approvazione romana con l'aiuto del cappellano della Chiesa dell'Anima, Simone Dompieri. Ma il 31 marzo del 1857 il Riccabona, allora vescovo a Verona, gli scriveva di aver ricevuto dal cardinale Macchi la notizia- che la Suprema Congregazione aveva pronunciato il non-expediie . Se per la traduzione del Martini avevano impiegato vent'anni a dare l'approvazione, forse la prontezza della risposta aveva nuociuto all'a Prato, il quale però continuò i tentativi per far pubblicare il suo lavoro nel '62, ricorrendo all'intercessione di mons. Fcssler e ai buoni uffici dell'amico San-donà, professore all'università di Siena, che avrebbe dovuto accordarsi con il Lemonnier. s)
Diretti contatti dell'a Prato però con l'ambiente riformista toscano direi che furono scarsi. Se infatti scorriamo i fogli dell'Esaminatore diretto da Stanislao
*) Un'altra lettera con private considerazioni spregiudicate del Cassani la troviamo indirizzata a Ubaldino Peruzzi il 10 gennaio del 1873: in essa a proposito della politica ecclesiastica del governo il Cassani osserva che fin dal '64 non si era fatta distinzione tra ciò che vi è nella Chiesa di fondamentale e ciò che vi è di accessorio: Cristo pose a gover­nare questa società da Lai fondata una gerarchia a triplice grado, l'Episcopato con un Primo in esso qual capo, il Presbiterato come suo coadiutore, il Ministero inferiore come inserviente in alcuni più umili uffici. Ma Cristo mai non istituì dei frati e delle suore; né mai pensò ad esentare alcuno dalla ordinaria podestà dei Vescovi, e coordinatamente dal Primo fra loro. Quanto si ha da ciò diverso, è corruzione dell'ordine fondamentale, non è altro . Questo aggiungeva è ciò che va civilmente riconosciuto, e lo Stato non deve essere vessatorio, ma può esigere che le istituzioni esterne umane dei culti si conformino e si rifor­mino a seconda dei bisogni preponderanti della Società; si era entrati nella buona via a principio del 1867 con il Ministero Ricasoli, ma questo eccellente Signore, che mi è tanto benevolo, sa come io fossi convinto che la Verità non otterrebbe il trionfo , si è andati nel caos con la Legge delle Guarentigie , ecc. (cfr. Biblioteca Nazionale di Firenze, ms. Vari, 104-223).
2) Tra le varie persone che aiutarono Fa Prato nel tentativo di fargli ottenere il be­neplacito dell'Indice va annoverato anche il PuecherPassavalli, il cappuccino padre Luigi da Trento, come risulta da una sua lettera all'a Prato in Archivio Salvadori. Su di ui, cfr. BICE RIZZI, La proposta a senatore del Regno di un arcivescovo trentino air indomani di Porta Pio, In Rassegna Storica del Risorgimento, n. 3, 1961. Sul PuecherPassavalli cfr.