Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <299>
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Conciliatoristi e riformisti italiani dell'Ottocento 299
o all'Italia Nuova, dal Massaia, oltre che dal Chauncy Langdon, che, come ab­biamo visto, si interessava attivamente della riforma da attuarsi in Italia e della pace religiosa e sociale. H Langdon riteneva possibile, ansa, contrastare il dila­gante comunismo incoraggiando la riforma della Chiesa e scriveva ad Angelo Bargoni una lettera, poi pubblicata, come avvenne, nell'Italia Nuova del 14 lu­glio 1871, sottolineando l'insegnamento che.il comunismo parigino doveva ispirare circa i risultati sociali dell'ultramontanesimo, ove non fosse combattuto I Se guardiamo invece alla posizione del Massari, che fu uno degli anelli di congiun­zione tra l'ambiente italiano tendenzialmente riformista e il Dollinger, vediamo che egli nelle sue importantissime lettere al professore di Monaco1) sottolinea la partecipazione del basso clero alle sue prese di posizione, atteggiamento condi­viso da diversi Italiani, non ultimo il Bartolomeo di Messina. Questa partecipa­zione degli strati più umili del clero alle idee riformistiche conferma la tesi del Langdon sulla concorrenza esercitata dal Movimento dei Vecchi Cattolici nei confronti del socialismo in alcuni settori.
In una lettera dunque al Ricasoli dell'8 giugno 1872, in cui parla del Con­gresso di Colonia, al quale intervennero, com'è noto, vescovi inglesi ed americani anglicani, il Langdon scrive aver diretto nel '71, al Dollinger una lettera, che era stata stampata nell'Italia Nuova e neH'JSspérance de Some,2) e aggiunge di aver parlato di quello scritto al Dollinger in persona, prima di andare nell'agosto negli Stati Uniti, e di aver ricevuto nell'ottobre una risposta dall'Huber che confermava il giudizio suo sul movimento dei Vecchi cattolici. L'Huber ester­nava il convincimento che si poteva cercare di fare una conferenza di vescovi e teologi, intesa a restaurare un accordo tra la Chiesa episcopale e il movimento dei Vecchi cattolici. La lettera delI'Hùberriferiva al Ricasoli l'Americano era stata letta alla Camera dei vescovi, dove si era deliberato di fare una dichia­razione di simpatia per il movimento dei Vecchi cattolici e si era deciso che mone. Wittingliam, vescovo di Maryland, facesse un viaggio in Germania e in Italia e presentasse poi un rapporto alla Camera dei vescovi. Queste deliberazioni furono rese note dal Chauncy Langdon al Comitato di Monaco nel dicembre e di conseguenza nella conferenza che era stata tenuta a Bonn in preparazione del Congresso di Colonia del settembre era stato deliberato di invitare a detto Con­gresso il vescovo del Maryland, di Ely e di Lincoln, ecc. Chauncy Langdon aggiun­geva di nutrire fiducia che in quel congresso si sarebbe fatto un progresso in vista della meta della riunione delle Chiese e formulava la speranza che l'Italia si sareb­be fatta colà rappresentare. Se dobbiamo stare a quanto riferisce in proposito Ruggero Bonghi nella Nuova Antologia dell'ottobre del 1872 su Il Congresso dei ' Vecchi Cattolici ' in Colonia , mentre nel discorso dell'Huber si erano nominati i grandi progressi che il movimento aveva fatto in Germania e in Austria e tra i più cospicui rappresentanti nella Germania di Nord-Est si erano rammentati il Grttnert, il Michelis e il Wollmann, ed altri per le altre regioni, e mentre l'assemblea veniva tenuta al cospetto di quattrocento aderenti, dall'Italia
1) Cfr. Archivio di Stato di Monaco di Baviera. Dollùigeriana II.
2) iSEspérance de Rome era un giornale diretto da padre Giacinto e stampato a Roma, dove apparve il primo numero nel Gennaio del 1872ì cfr. anche la pubblicazione A letter io J. J- Ignatius Dollinger, Lrringstone, Oxford, 1872, del LANGDON,