Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <300>
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Marcella Deambrosis
non era arrivato nessuno e due si erano scusati per lettera di non poter interve­nire. Il Chauncy Langdon aveva, pere, affermato che in molte altre persone, oltre ai due scriventi, in Italia il Vecchio cattolicesimo trovava aderenza e favore. l) Purtroppo osservava il Bonghi, cosi come il Minghetti nel suo volume Chiese e Stato, apparso nel 1878, il terreno italiano era stanco in campo religioso e non c'era da sperare in alcun movimento riformista di massa. *)
Il Bonghi poi, nella Perseveranza del 22 settembre 1872, citando il Chauncy Langdon, nelle corrispondenze sul Congresso di Colonia, scriveva di lui: Un nome che conosciamo molto in Italia, poiché è del forestiero che più e meglio studia i fenomeni (gli scarsi fenomeni) della nostra vita religiosa, ed ha anche più fede di poterla rinnovare che non abbiamo noi stessi e di lui aggiungeva che egli aveva anche molto bene studiato in un suo brevissimo scritto i caratteri, i pregi e i difetti delle tre Chiese (greca, anglicana e cattolica) che si volevano unire in una sola.3) Il Bonghi però osservava che, a suo parere, Punico punto di congiunzione che i Vecchi cattolici avevano trovato con altre Chiese rendeva possibile l'intesa soltanto con la Chiesa di Utrecht, mentre la fusione, per esem­pio con gli Anglicani avrebbe potuto far perdere ai Vecchi cattolici ogni speranza di espansione tra le nazioni cattoliche; per arrivare a questa espansione, egli osservava, concordando con il punto di vista del Cassani, essi avrebbero dovuto spogliarsi del carattere teutonico , cioè di quelle-tendenze che si richiamavano alle antiche istanze della Chiesa di Germania . Cosa difficile tanto più che il movimento, come riferiva il Bonghi nella Perseveranza del 25 settembre 1872, non solo godeva dell'appoggio del governo prussiano, ma aveva il carattere di riforma tedesca.4) Non si poteva dunque dire neppure per scherzo che il re, per alcune cortesie che si erano scambiati, fosse divenuto il campanaro del canonico Dollinger!
*) Anche nella lettera del Chauncy Langdon al Bargoni, pubblicata nell'Italia Nuova del 21 agosto 1871, egli affermava di sapere che in Italia vi era un numero considerevole di cattolici i quali approvavano il movimento tedesco e deploravano l'apatia italiana; cfr. la lettera del Chauncy Langdon al Dollinger pubblicata nello stesso giornale il 5 set* tembre 1871.
2) Moderate speranze di una partecipazione popolare al movimento riformista furono suscitate dai fatti avvenuti in alcuni paesi del Mantovano e culminati nell'elezione da parte dei fedel i dei loro parroci. Su questi episodi fece una breve relazione al Congresso dei Vecchi cattolici a Friburgo, nel 1874, Carlo Guerrieri Gonzaga, il quale pubblicò sul­l'argomento anche una raccolta di articoli e lettere a vari giornali nell'opuscolo I parroci eletti e la questione ecclesiastica* Firenze, 1875, scritti che hanno però un carattere piuttosto divulgativo e superficiale. A questi moti di natura anche sociale allude Federico Chabod, che riferisce un'osservazione di Chauncy Langdon sulla strana situazione di Mantova dove un clero liberale circondava un vescovo reazionario, il Rota (cfr. Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896, Bari, 1951, voL I, p. 251).
*) Cfr. op. cit. A lettor lo J. J. Dollinger.
4) Come osserva Iginio Rogger l'appoggio prussiano nocque probabilmente alla Causa dei Vecchi cattolici: cfr. le voci Vecchi cattolici e Dsllìnger della Enciclopedia Cat­tolica (cfr. voi. IV, p. 356 dell'Epistolario). Critiche al carattere di Chiesa Nazionale Tede­sca che andava assumendo il movimento dei Vecchi cattolici sono contenute anche nel­l'indirizzo di BENEDETTO CASTIGLIA, Redenzione (Indirizzo ai Vecchi Cattolici), Milano, 1872 (cfr. lettera del Castiglia all'a Prato del 5 novembre 1871 in Archivio Salva-dori, Trento).