Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
anno
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1962
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304
Marcella Deambrosis
venne in niente che quell'egregio giureconsulto non sospetterà sinora a quale incidente egli debba almeno in parte, la sua elevazione al Senato. Ad ogni modo io tengo quella nomina come la iniziativa della esecuzione di una promessa; e quand'anche il ministero attuale dovesse cedere il luogo ad un altro, è sempre qualche cosa avere nel Senato un patriota della valentia del Sighele. Io gli ho scritto le mie felicitazioni, senza più accennare alla circostanza, di cui faccio qui a Lei la confidenza, di cui scrissi il giorno stesso dell'avuta lusinga, all'egregio patriota de Pretis a Trento. Due giorni dopo avuta la udienza da Lanza, ne sollecitai una presso il Ministro degli Affari Esteri Visconti Venosta, che mi accolse con pari premura e mi ascoltò con molta bontà. Questi mi parve meglio informato del primo circa le cose nostre; non mancai più di inculcare anche presso lui la cosa, e ripetei anche qui le mie istanze per una rappresentanza trentina in Senato; ma qui non feci alcuna proposta, contento di quanto aveva in proposito accennato a Lanza. Ebbi poi due lunghe conferenze coi segretari Tornielli e Blanc; ma [ parola illeggibile] col primo, che si mostrò molto desideroso di venire esattamente informato delle cose nostre.
Spero infine che il mio viaggio costi, durante il quale conferii poi anche con parecchi uomini politici di vari partiti, non sia riuscito affatto inutile a quella causa, per la quale noi, vecchi soldati con la penna e con la parola, da tanti anni combattiamo.
1 Ebbi la compiacenza altresì in onesto viaggio, di fare la conoscenza di parecchie notabilità, fra cui Gino Capponi, del quale devo a te l'aver potuto fare la conoscenza, Terenzio Mamiani, Bonghi e non so quanti altri fra i viventi semidei della nazione; ma ciò che più di tutto mi rallegrò, fu la conoscenza personale che feci a Milano con Alessandro Manzoni, dal quale fui due volte; la seconda volta la sera per altre tre ore.
Ma mi accorgo con una specie di orrore, che è già riempita una folla di pagine, e non t*ò ancor detto della mia commissione del lavoro di Paleocapa. Si tratta di studi fatti da quell'illustre ingegnere sulla rettificazione dell'Adige, i quali devono trovarsi in codesti Archivi, e di cui si desidera avere una copia. Ogni spesa verrà prontamente compensata.
Scusa la lunghezza e la confusione di questa lettera; ma siccome non mi è stato dato pubblicare le cose di cui ti scrivo, troverei notevole che io le confidi almeno ad un vecchio amico quale sei tu, che conserverai questa relazione ad perpetuam in memoriam. Riveriscimi la Baronessa e credimi sempre tutto tuo
Prato II. Minuta di lettera dell'abate a Prato a Terenzio Mamiani.l)
Trento, 18 settembre 1870.
La gentile accoglienza ond'EUa mi onorava quand'ebbi la fortuna di fare a Firenze la di Lei conoscenza personale nel passato febbraio mi incoraggia a rivolgermi a Lei come al più insigne rappresentante deU*emigrazione romana
1) Archivio Salvador!, Trento