Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <305>
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Conciliatorìsli e riformisti italiani dell'Ottocento 305
con una parola dì felicitazione pei* il fausto avvenimento della prossima annes­sione tanto sospirata da ogni buon italiano di Roma al regno d'Italia.
Che ravvenimento si debba caratterizzare come fàusto sì in piano politico che religioso, credo che nessun buon patriota* nessun sincero cattolico, possa dubitare: imperciocché se l'annessione di Roma all'Italia, oltre a soddisfare un desiderio altrettanto legittimo che conosciuto dalla nazione! toglie altresì un valido pretesto ai mestatori politici, che del sospiro a Roma si servivano come di leva per sollevare pericolose passioni, quel fatto medesimo non è meno pro­ficuo all'incremento della religione cattolica. Assicurata al Sommo Pontefice la protezione sincera ed efficace da parte del governo di una Nazione che fra tutte è la più completamente cattolica viene finalmente garantita al padre dei fedeli quella perfetta indipendenza che poteva avere per Io meno l'apparenza di pericolare finché il Santo Padre non aveva altro appoggio materiale che quello di pochi mercenari raccogliticci tolti in gran parte dalla feccia di ogni nazione.
Che l'annessione di Roma e del territorio da Lei dipendente dal Regno d'Italia sia un fatto eminentemente provvidenziale lo mostra chiaramente il complesso straordinario di circostanze che se non dirò tanto possibile quanto asso­lutamente necessaria e perciò indeclinabile ed è una cosa... [parola illeggibile] con soddisfazione il poter constatare anche in questa occasione come ogni pietra che serve a completare l'edilizio politico in Italia, al quale da tanti secoli lavo­rano le più elette intelligenze e i cuori più caldi di patrio amore vengono a collocarsi dirò così spontaneamente a suo luogo anche in quei momenti nei quali pareva che all'insieme della fabbrica venisse minacciata rovina.
Che se poi ira le elette intelligenze dei generosi nuovi Italiani che coll'ope-ra e col consiglio contribuirono efficacemente negli ultimi tempi al completa­mento della gloriosa opera nazionale italiana io mi permetto di citare Lei ugual­mente grande come filosofo e poeta che gran uomo di Stato nissuno certamente mi taccerà di esagerazione atteso che quanto il di Lei vasto ingegno la di Lei instancabile operosità potè uniti portare a vantaggio ed onore della Patria nostra comune appartiene a quest'ora alla storia ed ora che la di Lei veneranda canizie si è serbato l'onore della corona civica in quella città d'Italia che ne costituisce il cuore non mi resta che di augurarle dal cielo tanta prolungazione di vita da poter vedere e goderne poi lungamente che l'Italia venga completata e lo verrà coll'ottenere ciò che ancora le manca vale a dire la testa cosicché si verifichi una volta quella definizione della nostra penisola che la qualifica per il bel paese che Appennin parte e il mar circonda e l'Alpe . Aggradisca, eco*
m.
Lettera di Giovanni a Prato ad Angelo JBargoni l)
Segonzano (nel Trentino), 4 aprile 1871.
Ill.mo Signore, già da alcuni giorni il telegrafo aveva trasmessa a tutti i giornali d'Europa la notizia che l'illustre monsignor Ddllinger professore di Storia Ecclesiastica nella Università di Monaco, membro della Camera bavarese dei
') Pubblicata in India nuova del 9 aprile 1821.