Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <306>
immagine non disponibile

306
Marcella Deambrosis
Signori, conosciuto in Germania e fuori per la sua vasta dottrina storica e teo­logica documentata da scritti copiosi e applauditi si era rifiutato di aderire alle ripetute istanze con cui il vescovo di Monaco e Frisinga lo esortava a dichiarare di accettare come dogma il decreto del Concilio Vaticano del 18 luglio 1870, da quest'ultimo pubblicato nella sua diocesi. Ora la Gazzetta Universale di Augu­sta nel suo numero del 31 marzo portali testo di una lettera del dotto prevosto al suo vescovo, nella quale egli dichiara di non poter accettare come dogma la dottrina contenuta nel sopracitato decreto e si offre di dimostrare, sia davanti un'adunanza di vescovi tedeschi, sia di fronte ad un'assemblea di teologi da radunarsi dal signor vescovo di Monaco che il nuovo dogma non è fondato, secondo lui, uè sulla Bibbia, ne sulla tradizione costante della Chiesa, quale è da cercarsi nella di Lei storia e conscguèntemente nelle decisioni dei Concili e negli scritti dei padri.
Sarebbe per lo meno superfluo ora io credo esternare qui una opinione qua­lunque su quello scritto tanto più che ciò implicherebbe una conseguente esterna­zione sul delicato ed importante tema che vi era trattato, a fare la qualcosa so mancarmi quell'autorità scientifica che non si può negare al Dollùiger. del quale molti prelati che occupano le sedi vescovili della Germania ascoltarono le lezioni; mentre tutti, senza eccezione, in altri tempi ammirarono le dotte scritture. Ma non sarò tacciato di presunzione se mi permetto di asserire che, siccome la pro­mulgazione del decreto del 18 luglio 1870 del Concilio Vaticano tiene viva, massimamente in Germania, tanto nel clero che tra i laici, una certa agitazione, l'accettazione da parte dei vescovo di Monaco della proposta del Dollinger, potrebbe condurre ad un risultato che contribuisse almeno a scemare quel tur­bamento negli spiriti, che minaccia pericoli non indifferenti alla cristiana società. E tanto più ho io motivo di sperare in sì favorevole risultato, in quanto che. avendo io l'onore di trovarmi in amichevoli rapporti personali con il celebre teologo autore della lettera in discorso, so quanto egli sia e zelante cultore del Vero, e d'indole eminentemente conciliativa.
Non sarà dunque inopportuno che questo importante documento che venne riprodotto a quest'ora da tutti, i maggiori periodici tedeschi, venga pubblicato nella sua integrità anche in Italia, al quale scopo io mi permetto di trasmetterne una fedele traduzione a V. S. I., da pubblicarsi, se Le pare, nell'accreditato periodico da Lei diretto.
Aggradisca
IV.
Minuta di lettera delTa Prato al Comitato Cattolico Centrale per i paesi renani e la Westfalia in Colonia all'indirizzo dei signori WuUJhing e Wingerhaf. l>
5 settembre 1872.
Chiarissimi Signori, ricevetti ieri l'invito onde le S. V, vogliono onorarmi di intervenire al Congresso che verrà tenuto in Colonia ai 20 del e. m. da quei Cattolici tedeschi i quali non accettano il decreto Vaticano del 18 luglio 1870 e che presero il titolo di Vecchi Cattolici.
L) Archivio Salvadori.