Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <308>
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Marcella Deambrosis
tanto in Germania che in Italia. Tra questi ultimi ho la pretesa di venire anno­verato anch'io che nella mia qualità di antico deputato a due parlamenti Costi­tuenti e scrittore frammentista non del tutto sconosciuto sia in Italia che in Germania e perciò in personale relazione con uomini lodati d'ambe le nazioni che cercano di paralizzare i funesti effetti della prevalenza gesuitica nella Chiesa, non manco di prender parte a quanto si fa tanto in Italia che in Germania per cercare di intendersi ed appianare una via a quella unificazione delle Chiese Cristiane che l'illustre prevosto e senatore Dollinger propugnava nelle conferenze da Lui tenute a Monaco nello scorso inverno; a questo scopo dopo essermi messo in relazione col dotto prof. Giacomo Cassarti di Bologna e col parroco Grtìnert di Kònigsberg, io servo da punto di unione o dirò meglio di comunicazione tra quei partiti cattolici delle due nazioni che combattono d'accordo la preponderanza nella Chiesa della famosa Compagnia e quel fatale curialisino Romano che da molti male si confonde con il Romano Pontificato.
Se io potessi adunque, il che mi è purtroppo impossibile trovarmi in mezzo al Venerabile Congresso di Colonia (al quale a quanto vedo dal Katolik interverranno anche degli alti maestri della Chiesa Anglicana) suggerirei prima di tutto che si cercasse di unirsi esattamente ed esplicitamente circa un simbolo comune di fede, che potrebbe essere comodamente a mio parere il NicencCostan-tinopolitano: fissato questo sarebbe aperta la via per intendersi sul rimanente.
Certo non è ad ogni modo, che il Congresso non potrà che aprire la strada a trattative ulteriori e più generali, le quali quando a Dio piaccia, si estendano a tanto da poter prendere delle decisioni che siano obbligatorie per tutta la Chiesa.
Io non sono di temperamento così sanguigno da lusingarmi che ciò possa avvenire in un tempo tanto vicino, come lo desiderano tutti i Cattolici di buona volontà; ma ho tutto il motivo di sperare, che quella radicale riforma della Chiesa, la quale venne purtroppo impedita, in gran parte per colpa della Curia Romana e dei gesuiti, tanto nel Concilio di Trento, che nell'ultimo Vaticano che però non è ancor chiuso, e di cui ora prende coraggiosamente l'iniziativa la dotta e pia Germania verrà quando che sia effettuata con grande vantaggio dell'umanità, nella quale potrà in tal modo incoronarsi più. sollecitamente e sicuramente il principio cristiano di quel che siasi fatto sinora col servirsi da parte di molti di questa divina istituzione come di strumento a conseguire scopi meramente materiali e prevalenze terrene.
Aggradiscano, ecc. Giovanni a Prato
V.
Griinert a Giovanni a Prato
Kdnigsberg den 7. August 1872. Verehrter Herr Confrater,
Ihr Sohreiben an Herrn Professor Michaelis ist mir sanimi' den zwei Nummern des Rinnovamento von der Post zugestellt wordeu, weil mein Freund Michelis in Braunsberg wohut und mir seme Beitràge sntm Katholìk regelmassig iibersendet. Dr. Wollmanu und nodi einige andere altkath. Priester ari)erteli ebenfalls mit, und ich habe eigentlich hn Namen des hiesigen Katholikenvereins,