Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; STATO PONTIFICIO
anno <1962>   pagina <314>
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Vittorio E. Giumella
Governo (1592-1842). Inventario, Roma, 1956; Ministero dell'Interno. Pubblicar zioni degli Archivi di Stato* XX; pp. CXXV, 471). Chi ha esperienza di quanto sia arduo studiare le strutture dell'amministrazione pontificia non può che am­mirare la padronanza, che ha il Lodolini di questa, che fu tra le pia importanti congregazioni dello Stato, riassumendo in se la tutela degli enti locali e la revi­sione dei loro bilanci, il controllo della riscossione delle imposte generali ad essi affidata, la direzione dei lavori pubblici (in generale strade, ponti, opere portuali) disposti nei singoli comuni a sollievo della disoccupazione. Attribuzioni tutte, che, in una moderna amministrazione, coinvolgono la responsabilità di diversi dicasteri, e delle quali il Lodolini riesce a determinare la funzionalità, muoven­dosi a suo agio tra i diversi chirografi pontifici, che si susseguivano numerosissimi, e sovente contraddittori, di papato in papato. Senza parlare poi, delle altrettanto numerose interferenze e ingerenze, esercitate o subite, che sono l'altra penosa caratteristica dell'amministrazione pontificia. Gli studiosi trovano, quindi, in questo saggio un sicuro orientamento in un terreno dove è assai facile che si smarrisca anche chi non è del tutto inesperto. L'inventario, poi, che segue l'ordi­namento dell'Archivio del Buon Governo realizzato in gran parte ad opera di Francesco Saverio Tuccimei, da Elena Colavecchia Giorgi e portato a termine da Elio Lodolini, è assai dettagliato, con indicazioni precise del contenuto dei volami e delle buste e l'elenco delle località dello Stato, alle quali i documenti si riferiscono. Si tratta insomma, di uno strumento preciso, che consente di predisporre un sicuro programma di ricerca prima ancora di prendere contatto con i documenti. Segnaliamo come particolarmente utile per la storia di singole località dello Stato, l'inventario alfabetico degli Atti per luoghi , che vanno dal 1605 al 1805, e quello delle visite economiche e delle relazioni sullo stato delle comunità, dal 1655 al 1830.
Si è detto della spartizione di fatto degli archivi dei dicasteri pontifici avvenuta dopo il 1870 e dei tentativi di ricomporre a unità organica le sparse membra di qualcuno dei fondi archivistici più importanti. Un caso del tutto particolare, è quello degli atti ufficiali dei Governi provvisori della città e pro­vincia di Bologna e delle Province unite del 1831, trasferiti in Ancona, dopo l'evacuazione di Bologna, affidati a Francesco Orioli dopo la capitolazione e finiti nelle mani delle autorità pontificie, in modo ancora misterioso. Su queste vicende hanno cercato di far luce Lajos Pàsztor e Pietro Pieri, ai quali si deve la pubblicazione dei documenti, conservati nell'Archivio segreto vaticano (U Archivio dei Governi provvisori di Bologna e delle Provincie Unite del 1831, Città del Vaticano, 1956, pp. LXXX, 635), pubblicazione che ha allargata la nostra conoscenza della storia della rivoluzione del 1831, pre­sentata in una. luce nuova nella introduzione del volume. Dei documenti si pubblica anche uno degli inventari, redatti dal Governo pontificio, quando ne venne in possesso e un preciso indice cronologico. Sulla vicenda, che per­mise alle autorità pontificie di mettere le mani su questo prezioso archivio e di trasferirlo a Roma il Pasztor è tornato di recente (L'Archivio del Gc verno provvisorio di Bologna del 1831 e il Carteggio di Carlo Z ticchi, in Boi-