Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; STATO PONTIFICIO
anno
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1962
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pagina
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323
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Libri e periodici 323
materiale diplomatico pubblicato ainora sull'argomento e delle indagini della storiografia contemporanea, ma avvalorato da ricerche personali presso vari archivi di Stato (Parigi, Vienna, Monaco, Torino, Napoli), le quali, se non hanno invero portato novità di grande rilievo peraltro hanno giovato all'A. a convalidare più saldamente le giuste tesi sostenute dagli studiosi o a confutare con piena certezza le affermazioni di alcuni storici, dettate da interessi di carattere prevalentemente nazionale.
Per un esame sistematico del complesso problema il Mali uverni risale e con ragione, alla costituzione della nuova Confederazione germanica, nata dopo un laborioso travaglio, poiché ben otto progetti precedettero il piano finale, messo assieme in undici sedute tra il 23 maggio e il 9 giugno 1815: piano che non fu in verità che un compromesso, poiché le maggiori difficoltà furon messe da banda con cura scrupolosa lasciando al tempo il modo di superarle. E fu un insieme non del tutto omogeneo, poiché i 39 Stari tedeschi autonomi, sopravvissuti alle trasformazioni dell'epoca napoleonica e ora compresi nella Confederazione, nella quale l'Austria esercitava una funzione direttiva, eran divisi da profondi antagonismi, per cui non si ebbemai tra di loro, neanche nelle questioni più gravi, una perfetta identità di vedute. Né il nuovo consesso poteva dar vita ad una politica tedesca unitaria, anzittutto perché la Dieta di Francoforte non era un parlamento tedesco essendovi escluso l'elemento popolare ed elettivo e, secondariamente, poiché non vi partecipavano i Principi di ogni Stato, ma soltanto i loro delegati che però nessuna deliberazione potevan prendere se non con la riserva di ratifica del proprio Sovrano. Senza addentrarci nei particolari del suo funzionamento, su cui a lungo si trattiene l'A., mi par opportuno per lo meno accennare di sfuggita, per una più chiara comprensione degli avvenimenti, alla clausola dell'articolo 63 dell'Atto finale, il quale stabiliva che la Confederazione non poteva far guerre offensive, ma doveva limitarsi a difendersi da qualunque attacco contro ogni Stato compreso nel Bund: il che veniva a svincolare la Lega dalla politica di Vienna per i territori non facenti parte dell'ambito federale.
Con il 1848-49 anche la Dieta subì una crisi. Non rispondeva più alle necessità dei tempi nuovi, poiché l'unità tedesca era divenuta un'esigenza inderogabile. Il sogno del Mettermeli di una grande compagine medio-europea sotto la guida dell'Austria stava-per crollare: al primato sulla Germania ambiva ora Berlino, che, umiliata nella sua dignità di Nazione al Congresso del 1815, dopo un decennio di lotte e di servaggio politico aveva coraggiosamente ripreso vigore sin dal 1819 soprattutto con la creazione dello Zollverein, dal quale l'Austria era esclusa, ed era andata man mano acquistando una notevole autorità sugli Stati tedeschi non solo nel campo economico ma pur in quello morale e politico (nel 1840 lo Zollverein comprendeva di già 25 milioni di abitanti) sì da assurgere ormai ad esponente delle aspirazioni nazionali. Cercò di correre ai ripari Vienna, fiancheggiata dai fedeli Stati minori, cattolici, del Sud e dal partito conservatore, sfoderando ogni arma più acconcia, ma servendosi segnatamente della stampa, per denunciare ai Principi federati le mire ambiziose della Prussia. E Berlino dovette ancor piegare il capo di fronte alla rivale ad Olmùtz il 20 novembre del 1850 e nel 1851 con il ristabilimento della vecchia Dieta, formata però ora da un Consiglio più ristretto e che avrebbe dovuto deliberare solo in circostanze straordinarie e, ancora, nel 1854 con il trattato di alleanza del 20 aprile, il quale però valeva solo nel caso di un attacco della Russia o di un attacco alle spalle da parte della rivoluzione italiana. Ma tale atto segnerà la fine di una comune intesa. La Prussia comprenderà che dovrà dare un addio al passato se vorrà davvero contare qualcosa in Germania e in Europa e cercherà di evadere da una politica strettamente tedesca liberandosi dalle strettoie del Bund e di prendere una posizione propria nel concerto delle grandi potenze europee.
L'occasione le sarà offerta dalla guerra di Crimea L'Austria, minacciata dalle aspirazioni russe sul Danubio, teme di essere isolata e vuole assicurarsi una copertura prussiana e germanica; ma Berlino che non ha interessi da difondere in Oriente né ha intenzioni di conquiste territoriali, ma ha a cuore soltanto che sia conservato l'equilibrio europeo, non vuole compromettersi e tanto meno appoggiare un'iniziativa austriaca contro la Russia proprio ora che la sua amicizia é ricercata da Pietroburgo come da Parigi e da Londra.