Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; STATO PONTIFICIO
anno <1962>   pagina <334>
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334 Libri e periodici
tatto; però, pur esplicando la sua azione sul medesimo piano amano, essa persegue (e questo è il punto centrale sul quale si impernia lo studio dello Zeri) finalità proprie, religiose e spirituali, che la differenziano nettamente da ogni altra istituzione. Per com­prendere quindi i motivi che hanno portato la Chiesa e i cattolici ad assumere determinati atteggiamenti nei diversi momenti storici è necessario tener conto di queste finalità tra­scendenti la vita umana, ignorando le quali non si possono spiegare certe decisioni, che non trovano una valida e sufficiente spiegazione se considerate su un piano esclusivamente politico o economico; donde i limiti, cui accenna fautore, della storiografia liberale da un lato e marxista dall'altro.
In questa prospettiva lo Zerbi riesamina alcuni aspetti e momenti del magistero di Fio IX, Leone XIII e Fio X, mettendo in risalto il fatto che essi si propongono tutti un medesimo fine, di ordine spirituale, ma che la loro opera poi si differenzia attraverso la scelta dei mezzi per il suo raggiungimento, scelta dipendente da una diversa personalità e da mutate circostanze storiche. In tal modo ogni pontificato assume im carattere particolare.
Impronta essenzialmente religiosa ha quello di Pio IX e non si può prescindere da questo aspetto, sostiene l'autore, se sì vuole comprendere la sua figura storica e cogliere il respiro universale del suo pontificato, messo in luce dalla più recente storiografia, spe­cialmente dallo studio dell'Auhert. Questa impronta si manifesta non solo nella sua attività in campo dottrinale con la riaffermazione dei principi della rivelazione cristiana contro il razionalismo e l'illuminismo, ma spiega anche la sua opera centralizzatricc a favore della unità della Chiesa e la definizione dell'infallibilità papale. Lo Zerbi, da questo angolo visuale, riesamina con particolare attenzione sia il Sillabo, sia il non-expedii, come pure il sorgere del caso di coscienza dei cattolici dell'Ottocento e l'atteggiamento della Chiesa di fronte al Risorgimento, cercando di comprendere e valutare, al di là di qualsiasi giudizio di merito o di demerito, sul piano propriamente storico, i fattori che hanno determinato certe prese di posizione.
Più semplicemente espositivo rispetto al precedente, denso di problemi, è il capitolo sul pontificato di Leone XIII; l'autore si limita a segnare le tappe , seguendo principal­mente Io sviluppo dell'Opera dei Congressi fino all'aprirsi della crisi che la porterà allo scioglimento. Anche qui egli vede il movimento cattolico in stretto rapporto con la linea d'azione del nuovo papa, che si differenzia da quella di Pio IX per un maggior dinamismo, tendente a voler far sentire la presenza e l'influsso della Chiesa nel mondo, facendo leva su alcune forze particolari, quali il laicato, la diplomazia, la cultura.
Su mezzi invece più specificamente ecclesiastici è basata l'azione di Pio X, tutta tesa alla difesa della fede e all'instaurazione di una migliore disciplina nella vita della Chiesa. Sotto questo aspetto è riesaminata la questione della lotta antimodernista, nei suoi valori positivi e anche negli eccessi. Al carattere essenzialmente religioso del suo pon­tificato è legata l'evoluzione del movimento cattolico italiano in questo periodo. La deci­sione di sciogliere l'Opera dei Congressi è fatta risalire in gran parte alla necessità, avver­tita dal papa, di far uscire l'Opera dall'equivoca posizione di essere insieme organismo reli­gioso e politico e di sottrarre la Chiesa a responsabilità politiche non necessarie.
L'autore cerca nel corso della sua esposizione di cogliere lo sviluppo e la validità delle due correnti cattoliche dell'intransigenza e della transigenza, facendo un bilancio della loro funzione storica. Giunge così a riconoscere una complementarietà tra le conclu­sioni di quella parte della storiografia odierna che tende a valorizzare soprattutto il con­tributo delia prima, alla quale è attribuito il merito di avere condotto i cattolici ad una maggiore maturazione e consapevolezza politica, e le conclusioni di quegli storici che danno invece maggior valore alla seconda, perchè questa, sostenendo l'abolizione del non-expedit e proponendo le intese elettorali, ha portato i cattolici ad immetterai nella vita dello Stato.
Anche riguardo a questo argomento l'autore dimostra una serenità di giudizio che caratterizza tutto 11 lavoro. Al quale va riconosciuto il merito di aver riproposto con chia­rezza e linearità determinati problemi e averne cercato soluzioni storiche in una prospet­tiva più larga e più nuova. JJ hmBk XHEBUJANI