Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; STATO PONTIFICIO
anno <1962>   pagina <336>
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Libri e periodici
nitivo tramonto di Mac Malion, a coi corrisponde rassodamento di un regime repubblicano e laico solidissimo in Francia, ebe tra breve, con la scomparsa di Gambetta e la politica di Ferry, perderà le sue punte eversive anticlericali, per tendere ad un organico, sistema di pacìfica collaborazione europea. E, per rientrare nei confini di casa nostra, Tanno dello esperimento Cairoli, il più conseguentemente e radicalmente progressista che si fosse avuto in Italia, il cui fallimento segnò non solo la fine del mito della Sinistra e della storia di una opposizione parlamentare efficiente in Italia, ma soprattutto la possibilità di un dialogo praticamente illimitato sul presupposto del lealismo dinastico e della conservazione sociale.
La Chiesa si trova, perciò, a dover prendere atto, nel 1878, di una situazione salda­mente stabilizzata, nei confronti della quale essa rischia di rimaner tagliata fuori, senza che obiettivamente sussistano quelle condizioni d'inconciliabilità, di assoluta e drastica contrapposizione, che permanevano fino a qualche anno innanzi. Per non parlare del Kulturkampf, infatti, gioverà ricordare, per rimanere in Italia, che lo stesso mito di Soma, così magistralmente analizzato da Chabod, aveva perduto, nel 1878, gran parte del suo primitivo e corrusco bagliore. Il solo che restasse fedele all'ideale scientista e rivoluzio­nario di Sella (molta acqua, malgrado intermittenti sussulti, aveva annacquato il vino di Crispil) era il Bovio, come espressione di una minoranza, i cui frutti, rumo­rosi quanto formalistici, si sostanzeranno nel monumento a Giordano Bruno, mentre la Roma ufficiale degli anni ottanta, la Roma dell'affarismo e della speculazione edilizia, trovava, su piano ideologico, il suo fiorito interprete classicheggiante in Guido Baccelli. Non erano certo la bruna statua di Campo de* Fiori, né la passeggiata archeologica, né la teppaglia dei lungoteveri, in grado d'impensierire il Vaticano con una sfida organica ed audace quale quella che s'era potuta levare alla vigilia o all'immediato domani di Porta Pia. E venivano viceversa in primo piano, nonostante il dilagare universitario del positi­vismo e parlamentare della massoneria, i punti concreti di convergenza, di contatto, d'in­tesa, o almeno di fruttuoso dialogo. E, a questo punto, le lacune nell'impostazione storio­grafica fin qui seguita appaiono più evidenti, e meritevoli di più urgente riparo.
Innanzi tutto, noi sappiamo pochissimo sulla politica interna degU alti organismi vaticani, sulla composizione del Sacro Collegio, sulle vicende delle tendenze in seno alla organizzazione ecclesiastica. Aguardi, Satolli, lo stesso rigidissimo Mazzella, sono per noi puri nomi, che ci vengono prospettati soltanto in una chiave vagamente psicologistica e culturale. Occorre approfondire l'indagine, rivelando la natura e l'influenza così delle riluttanze come dei consensi, e ciò fortemente sul piano prammatico e politico. E vecchia debolezza della storiografia ecclesiastica quella di vedere, o far vedere, una indifferenziata unanimità là dove pullulano umanissimi contrasti, o addirittura dilaceramenti. E altret­tanto costante limitazione della storiografia laica, un po' di tutte le tendenze, quella di esaminare di preferenza le correnti di minoranza, più o meno eterodosse* lasciandosi suggestionare dalla vivacità innegabile dei loro fermenti e trascurando di massima di valutare la concreta incidenza di quest'opera d'avanguardia. E lo stesso discorso va ripe­tuto alla periferia, per i vescovi, per le organizzazioni locali. Si parla e si riparla, quasi obbligatoriamente, di Cremona e di Bergamo e di Piacenza. Ma, se sì viene, ad esempio, al Mezzogiorno, si ricorderà, al più, hi dottrina del Capecelatro, si schederanno diligente­mente, come fa il Fonscga in un'interessante comunicazione, eruditi e uomini di cultura sì salterà magari al giovane Sturzo: ma resterà in ombra tutta la zete della vita locale (e non solo locale: éovh la Napoli del cardinal Sanfelice?), quella rete dove prospera e fiorisce il patteggiamento, e dove comunque la conciliazione è nelle cose, nell'aria, mal­grado l'esteriore formuliamo giurisdizionalistico, a causa della scarsissima coerenza ideo­logica della Sinistra ministeriale, che pur sulla rovina dell'asse ecclesiastico ha fondato la propria fortuna politica e di classe.
Accennati cosi sommariamente alcuni punti che sembrano degni d'esser tenuti fermi o sviluppati anche in una ricerca che si proponga preminenti finalità culturali, (il che non è senza dubbio sinonimo d'accademismo!), passiamo ad un riassunto del volume.