Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1962
>
pagina
<
346
>
346 Libri e periodici
Ritornato al potere Salisbury nel 1895, il governo italiano propose di rinnovare l'accordo, in previsione soprattutto dell'eventualità che l'alleanza franco-russa potesse portare alla erosione delle provincia periferiche dell'impero ottomano, e che l'Inghilterra aderisse ad una liquidazione dell'uomo malato, e quindi si potesse accordare con la Francia sulla Tripolitania e Cirenaica. La proposta arrivò a Londra pochi giorni prima del famoso telegramma a Kruger, che indicava chiaramente l'avvenuto cambiamento nelle relazioni europee. L'alleanza francorossa nelle intenzioni della Russia era diretta più. contro l'Inghilterra che contro la Germania; la concorrenza della Germania nel campo coloniale rallentava se non distruggeva ancora i buoni rapporti dell'Inghilterra con la Triplice. Da un momento all'altro potevano sorgere questioni grosse che toccavano gli interessi britannici, come, ad esempio, una nuova crisi dell'impero ottomano e la sua possibile spartizione. In queste condizioni il governo di Londra ha bisogno di riservarsi tutta la libertà d'azione, ossia la possibilità di accordi con tutti, quindi non può legarsi le mani con impegni su qualsiasi punto. Se verrà la crisi allora si potranno anche concludere accordi, magari con gli stessi avversari. E soprattutto evita di urtare la Francia.
Questo cambiamento nella situazione generale europea aveva quindi le sue inevitabili ripercussioni anche nei rapporti dell'Italia con l'Inghilterra. La prima continuava ad avere bisogno dell'aiuto della seconda, ma questa poteva regolare le cose mediante accordi pacifici e mercanteggiamenti, per i quali l'aiuto italiano era superfluo, anzi imbarazzante. Un nostro diplomatico scrive da Londra il 13 ottobre 1896 che a spingere l'Inghilterra sulla via dell'accordo con la Francia e la Russia poteva influire grandemente e l'avversione politica e la gelosia commerciale che ogni giorno, maggiormente, prende qui piede contro la Germania nonché il sentimento di isolamento che forse mai è stato così profondamente sentito come Io è nel momento attuale in cui l'Europa è così nettamente partita in due campi . A sua volta da Parigi veniva segnalato il miglioramento della situazione della Francia; il 13 marzo 1896, il nostro ambasciatore in quella capitale, Tornielli, scriveva: (Favorita dalle circostanze, dagli errori della Germania, dalle rivalità fra quest'ultima e l'Inghilterra, la. Francia in poco più di un anno, ha composte molte sue questioni con la Gran Bretagna, ha attutito i dissidi acuti delle altre vertenze tuttora aperte tra i due paesi . Evidente, infatti, era anche la costante preoccupazione di Salisbury, durante tutto il periodo del suo ultimo governo, di non giungere ai ferri corti Con la Francia e di arrivare ad un accordo per risolvere pacificamente le molte piccole questioni che ci dividono assai più apparentemente che sostanzialmente . L'intesa anglo-francese del 1904 applicherà in concreto queste idee.
Ma il riavvicinamento anglo-francese voleva dire allontanamento dell'Inghilterra dalla Triplice. Nella lettera citata Torniclli rilevava che la posizione che l'Italia aveva lungamente sperato di veder prendere per necessità di cose dall'Inghilterra a fianco della Triplice Alleanza non sarà per lungo tempo più possibile . Ma tale allontanamento riduceva in gran parte per l'Italia il valore della Triplice stessa e degli impegni della Germania per l'equilibrio mediterraneo. Infatti qualora si fosse arrivati alla guerra con la Francia per la Tripolitania e Cirenaica con l'aiuto tedesco avremmo vinto, ma per mare, senza l'aiuto inglese, saremmo stati irrimediabilmente sconfitti. Quindi nel Mediterraneo la Triplice non aveva più. alcuna utilità. E del resto essa si era dimostrata inutile anche nella guerra italoabissina. Di qui il colpo di timone dato alla politica estera italiana da Visconti Venosta e cioè la ricerca della tutela dei nostri interessi non solo nell'ambito della Triplice, ma anche mediante accordi con altre potenze.
D'altra parte a diminuire la nostra importanza agli occhi dell'Inghilterra, contri-buirono i moti interni italiani negli ultimi anni del secolo, che naturalmente intaccarono profondamente la fiducia dei governanti inglesi sul nostro potenziale militare, e fecero apparire inutile qualsiasi nostra cooperuzione in caso di complicazioni.
Quando, in seguito all'accordo africano anglo-francese del marzo 1899, il governo italiano chiede a Londra una assicurazione relativa all'azione futura dell'Inghilterra in Tripolitania, Salisbury risponde che una tale assicurazione in quel momento non aveva nessuna giustificazione , e che non poteva prendere un impegno che poteva essere