Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <390>
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Luigi Perla
zioni in tutti i campi in cui si articola la vita della società e della nazione* e al tempo stesso di porre qualche limite alla discrezionalità della scelta ed eliminare, per quanto possibile, l'arbitrio da parte dei detentori della deli­cata facoltà di nomina.
Al pròno di questi scopi veniva certamente a corrispondere la cat. 20*, come quella che permetteva di far giungere agevolmente in Senato i rap­presentanti di attività e funzioni non ben definite o definibili, o di quelle che, riferendosi al libero mondo del pensiero e dell'arte, fossero state svolte volontariamente al di fuori della strutturazione organica della vita sociale. In rapporto a questo scopo ohe si pensava di poter raggiungere attraverso quella particolare categoria statutaria e cioè di integrare il carattere rappresentativo della Camera Alta non si ebbe a sollevare, per tutto il periodo in cui fu in vigore lo Statuto albertino, alcuna critica o riserva circa la opportunità e la convenienza della categoria.
In rapporto al secondo scopo a cui si era mirato con la istituzione -del sistema delle categorie e cioè di limitare la discrezionalità della scelta sarebbe dovuta apparire assai dubbia la idoneità del sistema della nomina regia. Ma tale punto, particolarmente per quanto si riferisce alla cat. 20*, rimase sempre avvolto nell'ombra. Come ora vedremo, mentre si ebbe a proporre, in sede di studi per la riforma del Senato, l'adozione del sistema elettivo per alcune categorie allo scopo di rinvigorire l'efficienza politica della Camera Alta, si ritenne invece che fosse opportuno lasciare immutato il sistema della nomina regia per i senatori indicati nella cat. 20a. Qualche voce che pure si era levata a richiedere addirittura la abolizione di questa categoria per i pericoli che presentava di lasciare aperta la via alla possibilità di arbitri governativi nell'esercizio della facoltà di nomina, rimase del tutto isolata e non fu presa in alcuna considerazione negli studi compiuti per la riforma del Senato.
Gli studi intrapresi - dopo molti anni dalla prima attuazione dello Statuto albertino per una eventuale riforma della Camera Alta, che veniva insistentemente da molti richiesta furono tutti orientati nel senso di mantenere la categoria 20a e di lasciare immutato per essa il sistema della nomina regia. Venivano tuttavia avanzate proposte per rendere più efficiente la categoria e per allargarne la sfera.
La Commissione senatoria (Prcs. Finali, Rei. Arcoleo), che esaminò nel 1910 il problema della riforma del Senato, rilevò, in rapporto alla cat. 20*, che per i tempi mutati la suprema facoltà di scelta in questo campo non debba restringersi al patriottismo, come nei periodi del Risor­gimento, ma estendersi a tutto le grandi manifestazioni della scienza, dell'arte e delle industrie, intese come indici di tutte le energie che si esplicano col capitale e col lavoro. La Commissione propose perciò che la