Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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391
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Contributo alla storia del Sentito del Regno 391
vecchia formula dell'art. 3 dello Statuto fosse sostituita con l'altra: coloro che con servizi e meriti eminenti, o con opere insigni nelle lettere, nelle arti è nelle industrie, avranno illustrata la Patria .
La Commissione senatoria nominata nel 1919 (Fres. Tittoni, Rei. Ruffini) propose analoga formula, con la sola aggiunta delle elettere.
La Commissione presidenziale nominata nel 1925 dal governo fascista per lo studio delle riforme costituzionali, presieduta dal sen. Gentile, proponeva, oltre quella generale delle grandi illustrazioni della Patria, altre particolari categorie, una per gli scrittori politici che in modo eminente hanno per oltre un decennio contribuito allo studio e alla soluzione dei grandi problemi nazionali e internazionali; una per coloro che esercitando da oltre vent'anni una Ubera professione o coltivando le scienze, le lettere e le arti hanno conquistato un alto posto nella pubblica estimazione ; ed infine una per coloro che neU'agricoltura, nell'industria e nel commercio hanno con le loro iniziative arrecato contributi notevoli all'economia nazionale .
Le mentovate Commissioni incaricate di elaborare un piano organico di riforme per l'ordinamento del Senato (e anche quella antecedentemente costituita fin dal 9 aprile 1889 in un'adunanza privata di senatori e che protrasse assai a lungo i suoi lavori, presentando una sua relazione nel 1894), furono tutte ispirate dal concetto di mantenere la nomina regia solamente per alcune delle categorie previste dallo Statuto albcrtino.
Per altre categorie la Commissione del 1910 proponeva il sistema della designazione da parte dei corrispondenti corpi organizzati.
La successiva Commissione del 1919 proponeva invece che, rimanendo la nomina di 60 membri al sovrano, altri 180 fossero eletti da appositi collegi elettorali di assai complicata formazione, altri 60 dal Senato stesso e altri 60, infine, dalla Camera dei deputati.
La Relazione Arcoleo dava giustificazione di tali proposte osservando che solo chi sta fuori e al di sopra dei partiti e rappresenta lo Stato, può dare più sicura garanzia di scelta quando si tratti di individui che sono ai vertici dell'autorità nazionale e sfuggono alla prova dell'urna perchè il loro nome deve essere indice di una universale stima, valore e prestigio .
Cosi il problema a cui si è accennato, relativo alla possibilità di arbitri governativi nelle nomine senatoriali in astratto riservate al sovrano, ma di fatto devolute al governo veniva eluso o, peggio, troncato alla radice con l'apodittica asserzione di una sicura garanzia , connaturata secondo il pensiero del relatore alla nomina sovrana.
Prescindendo dalle ragioni che consigliarono le duo Commissioni senatorie a proporro di far rimanere immutato il sistema della nomina sovrana per la categoria 20* (e per le indicate dalle Commissioni stesse), resta d'altra