Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <392>
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392 Luigi Perla
parte fuori dubbio che alla categoria 20a avrebbe potato ben difficilmente essere applicato il sistema della designazione o elezione proposto per alcune altre categorie' Come già abbiamo rilevato, gli esponenti contemplati nel par. 20 dello Statuto alberti.no si distinguono da quelli indicati negli altri paragrafi dell'art. 33 per il fatto di non essere inquadrati o inquadrabili in alcun corpo socialmente e giuridicamente organizzato, e di svolgere comun­que la loro attività all'infuori di ogni aggregato e di ogni organismo pre­costituito.
La difficoltà di costituire nel seno stesso della categoria la sua base elettiva non avrebbe dovuto tuttavia escludere la possibilità di far ricorso a qualche altro sistema di nomina per la categoria medesima.
Una proposta particolarmente interessante e certamente meritevole di essere presa in seria considerazione veniva al riguardo avanzata proprio in concomitanza con i lavori della Commissione del 1910, e cioè quella di affidare la designazione delle persone benemerite della Patria per servizi eminenti ai due rami del Parlamento riuniti in seduta comune.1)
Tutte queste proposte di riforme non avevano tuttavia alcun seguito. La struttura del Senato rimaneva nel suo complesso immutata; e pure immutata rimaneva la categoria 20a, nella sua originaria formulazione, nella sua sostanza ed estensione fino al crollo del regime fascista.
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Passiamo ora a vedere quale sia stato lo svolgimento delle nomine effettuate in base alla categoria 20a dell'articolo 33 dello Statuto albertino.
Seguiremo queste nomine nelle fasi successive in cui ebbero a effet­tuarsi; nel biennio 1848-1849, nel posteriore primo decennio di vita del Senato subalpino, nel biennio 18601861 in cui il Senato subalpino venne a trasformarsi per effetto delle annessioni in Senato italiano, nel periodo che va dal 1862 al 1914, e infine in quello che corre dal 1914 al 1943 du­rante il quale vennero aggregate al Regno d'Italia le provincle mancanti del Trentino e della Venezia Giulia e fu attuata da parte del governo fa­scista l'unione reale tra Italia e Albania.
Entrato in attuazione Io Statuto promulgato il 4 marzo 1848, il Mi­nistero costituzionale presieduto da Cesare Balbo emanava, per provve­dere alla formazione della Camera vitalizia, il decreto del 3 aprile con il quale venivano nominati i primi 85 senatori. *)
a) Cfir. lettera del Ben. R. GAROFAU), !n La riforma del Senato, in Nuova Antologìa, voi. CXLVT1, maggio-giugno 1910, p. 741.
2) La Usta dei senatori fu compilata personalmente dal Re. Il Ministero altro non fece che mettervi il polverino. Parecchi nominati ebbero a manifestare perplessità aU'ao eettazione non tanto per sentimento di modestia, quanto per ritrosia a assumere posi-